Sicurezza a Verona, sfida sui numeri delle forze dell’ordine
Redazione
A Verona è scontro aperto tra il Partito Democratico e le forze di centrodestra sulla sicurezza in città. Il segretario provinciale del PD Franco Bonfante ha criticato l’operato del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, denunciando che i rinforzi promessi a dicembre – 120 nuovi agenti tra Polizia di Stato e Carabinieri – sarebbero già stati vanificati dai trasferimenti e dai pensionamenti, lasciando la città con un saldo pressoché nullo. «Il sistema della sicurezza regge, e i cittadini si sentono maggiormente protetti, se ciascun livello fa la propria parte» dice Bonfante.
Il segretario dem continua: «Ci domandiamo anche con quale faccia torneranno sul territorio i parlamentari o eurodeputati veronesi del centrodestra, come Flavio Tosi, Ciro Maschio, Marco Padovani, Paolo Tosato che per mesi hanno speculato sui temi della sicurezza in città puntando il dito contro il Comune il quale ha fatto i salti mortali per assumere nuovi agenti di polizia municipale malgrado i tagli ai trasferimenti imposti dallo stesso governo Meloni». Nel mirino anche i tagli ai trasferimenti comunali, con il PD che denuncia una riduzione di 10 milioni di euro in quattro anni e la cancellazione del fondo per il sostegno agli affitti.
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Non si è fatta attendere la replica del centrodestra. L’europarlamentare di Forza Italia Flavio Tosi ha contrattaccato, rivendicando i risultati ottenuti durante i suoi dieci anni da sindaco. «Con me Verona era sicura e decorosa. La sinistra, invece, si distingue per lassismo e indolenza», ha dichiarato, attaccando l’amministrazione Tommasi e l’assessora alla Sicurezza Zivelonghi. Ha poi criticato l’attuale amministrazione per la gestione delle risorse.
Sul fronte Lega, è intervenuto nel dibattito l’europarlamentare Paolo Borchia, che ha parlato di un «autogol del PD». Secondo Borchia, il Governo ha garantito il turnover al 100% e attivato il “Progetto Città Sicure” con 100 milioni di euro all’anno per dieci anni. «Il PD attacca il Governo per coprire il fallimento dell’amministrazione Tommasi», ha aggiunto il senatore Paolo Tosato, ribadendo che il vero problema è la mancanza di una strategia efficace a livello locale.
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Secondo il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Nicolò Zavarise, l’insicurezza a Verona è legata alla «totale assenza di interventi concreti» da parte del Comune, proponendo un piano urgente con pattugliamenti costanti, maggiore illuminazione e interventi rapidi contro i bivacchi.
Di fronte agli attacchi del centrodestra, Bonfante ha replicato accusando Tosi e la Lega di un uso strumentale del tema sicurezza. «Dei due mandati tosiani sono rimasti impressi nella memoria collettiva i pestaggi di stampo fascista in centro storico, culminati nella notte tra il 30 aprile e l’1 maggio 2008 con l’uccisione del giovane Nicola Tommasoli, preso di mira da un gruppo di neofascisti convinti di poter spadroneggiare indisturbati. Si ricordano gli scandali pressoché quotidiani che hanno investito la cerchia di fedelissimi e la corte dei miracoli tosiana, a partire dall’arresto e la condanna per concussione del Vicesindaco Vito Giacino.
Conclude Bonfante: «I veronesi non hanno bisogno di propaganda. La Giunta Tommasi ha assunto nuovi agenti di Polizia Municipale nonostante i tagli imposti dal governo. Se oggi ci sono meno uomini delle forze dell’ordine in strada, la colpa è di chi governa a Roma, non di chi amministra Verona».
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