Senso unico sul lungadige di Borgo Trento: critiche a Ferrari

di Alessandro Bonfante

| 09/01/2026
Da Lega, Forza Italia e Fare con Tosi arrivano critiche all’amministrazione comunale di Verona e all’assessore alla Mobilità dopo l’annuncio del nuovo senso unico previsto in città.

Manca ancora qualche mese all’attuazione del nuovo senso unico a Verona annunciato ieri, lungo lungadige Cangrande e Campagnola a Verona, nella zona di Borgo Trento dell’ex Arsenale, in direzione Ponte della Vittoria. Ma intanto fa discutere.

La modifica è parte integrante dei lavori per la realizzazione di un nuovo asse ciclabile, che collegherà Ponte Garibaldi con Ponte Risorgimento e successivamente con la ciclabile esistente di via Da Vico. Sarà effettiva nei prossimi mesi, entro il 2026.

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Dopo l’annuncio dell’assessore Tommaso Ferrari ieri, arrivano oggi le reazioni politiche dell’opposizione.

Secondo Patrizia Bisinella, Capogruppo di Fare con Tosi a Palazzo Barbieri «C’è un limite a tutto, persino alla fantasia. L’ultima decisione dell’Assessore Ferrari è l’ennesima dimostrazione di come questa Amministrazione stia governando contro la città, non per la città e i suoi cittadini».

Continua Bisinella: «Verona è già ostaggio dei cantieri: ovunque si giri, il traffico è rallentato, deviato, paralizzato. E adesso si aggiungerà un altro enorme danno alla circolazione proprio su uno dei punti nevralgici e più delicati, mentre i lavori del filobus e del parcheggio scambiatore a Ca’ di Cozzi già intaseranno via Mameli e porteranno la circolazione all’interno del quartiere di Borgo Trento al collasso totale, invaso da auto in cerca di una via di fuga, oltre che possibilità di parcheggio».

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Patrizia Bisinella
Patrizia Bisinella

Paolo Borchia, europarlamentare e segretario provinciale della Lega, commenta: «Parliamo di uno degli assi viari più importanti della città, utilizzato ogni giorno da migliaia di cittadini, lavoratori, residenti e mezzi di servizio. Ridurne drasticamente la capacità senza un piano alternativo credibile significa aumentare traffico, code, inquinamento e disagi, soprattutto per chi non ha alternative all’auto».

Secondo Borchia, «la mobilità sostenibile non si costruisce penalizzando una parte dei cittadini per favorirne un’altra. Le piste ciclabili vanno fatte – sottolinea – ma con buon senso, ascoltando i quartieri, i commercianti e chi vive quotidianamente la città, non imponendo scelte calate dall’alto che rischiano di bloccare Verona».

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Paolo Borchia
Paolo Borchia

Anche secondo il consigliere regionale e segretario cittadino di Forza Italia Alberto Bozza si tratta di una «scelta unilaterale, senza alcun confronto, dell’assessore Ferrari, scelta che recherà disagi ai veronesi, al quartiere di Borgo Trento e alla cintura attorno».

Bozza contesta il merito e il metodo della decisione: «Il metodo è il solito, scelte calate dall’alto, senza confronto nelle sedi istituzionali, consiglio comunale e commissioni, e con i cittadini, che poi sono quelli che ne subiranno i disagi quotidiani. I nostri consiglieri comunali Pisa e Papadia chiederanno una commissione ad hoc sul tema».

Bozza, assieme proprio a Pisa e Papadia, sottolinea: «Quel tratto da Ponte Risorgimento a Ponte della Vittoria è fondamentale per la viabilità della zona e di tutta Borgo Trento, che è già un quartiere in sofferenza per viabilità e parcheggi e presto anche per i cantieri del Filobus. Peraltro si apre un nuovo, ennesimo cantiere, senza prima averne chiusi altri, quando invece si dovrebbe procedere con gradualità. E, diciamolo, questo cantiere per la nuova ciclabile non sortirà alcun effetto benefico per la cittadinanza, anzi, semmai il contrario».

Verona, prosegue Bozza con Pisa e Papadia, «ha necessità di nuove strade e di una viabilità più ordinata. E occorre una strategia condivisa con la cittadinanza. Ferrari cita la nuova strada di gronda come infrastruttura fondamentale? Ma quella in realtà sarà poco funzionale, si sa che la vera soluzione sarebbe il traforo delle Torricelle».

Alberto Bozza
Alberto Bozza

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