Sanità veneta, scontro Tosi-Lanzarin: «Fondi inutilizzati per liste d’attesa». «Accuse false»
Redazione
È botta e risposta tra Flavio Tosi, europarlamentare e coordinatore veneto di Forza Italia, e Manuela Lanzarin, assessora alla Sanità della Regione Veneto. Al centro dello scontro: la gestione dei fondi regionali destinati alla sanità, le liste d’attesa e la carenza di personale medico e infermieristico.
Tosi, intervenuto in commissione ENVI a Bruxelles, ha puntato il dito contro la Giunta regionale:
«La Regione ha avanzato oltre 600 milioni di euro nell’esercizio 2024, ma non ha usato i 450 milioni di liquidità disponibili per affrontare le vere emergenze: liste d’attesa infinite e personale insufficiente. Quei soldi – liquidi, non in conto capitale – potevano essere reinvestiti in prestazioni sanitarie e nuove assunzioni», ha dichiarato l’europarlamentare.
Secondo l’ex assessore regionale alla sanità, i fondi disponibili, come emerge dalla delibera regionale n. 424 del 22 aprile scorso, «sono stati accantonati a garanzia di eventuali perdite di esercizio o per investimenti in edilizia sanitaria. Ma senza medici e infermieri, le case di comunità non funzionano».
Tosi accusa la Regione di immobilismo e scelte sbagliate, chiedendo che una parte dell’avanzo venga utilizzata per acquistare prestazioni dal pubblico e dal privato convenzionato: «Servono risposte concrete ora, non promesse future. Le Ulss devono poter comprare esami e visite per abbattere le liste d’attesa. E va assunto personale interno, altrimenti continueremo a spendere tre volte tanto con i gettonisti».
La replica di Manuela Lanzarin non si è fatta attendere ed è stata durissima: «Le dichiarazioni dell’on. Tosi sono infondate e dimostrano una grave disinformazione. Parlare di 446 milioni di “avanzi di cassa” è falso e crea solo allarme tra i cittadini».
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L’assessora ha precisato che quelle risorse sono già state utilizzate: «Sono fondi impiegati per il funzionamento del sistema sanitario: dal sostegno ad Azienda Zero e all’ARPAV, alla digitalizzazione della sanità, fino al pagamento delle prestazioni aggiuntive e all’acquisto di prestazioni dal privato accreditato per recuperare proprio le liste d’attesa».
Sui numeri, Lanzarin ribatte con dati ufficiali: «Il presunto “utile” da 446 milioni non esiste. I bilanci delle ULSS e delle Aziende ospedaliere certificano un risultato positivo complessivo pari a 5 milioni di euro. E ogni eventuale disponibilità potrà essere usata solo per spese di investimento, come prevede la legge».
L’assessora ha poi ricordato gli investimenti già fatti dalla Regione per ridurre le attese e sostenere il personale: «Nel 2024 abbiamo destinato oltre 250 milioni di euro per prestazioni sanitarie da privato accreditato e nel 2025 abbiamo già impegnato altri 42,3 milioni con la DGR 333 del 1° aprile. Sul personale, siamo arrivati a oltre 2,5 miliardi di euro di spesa, con un incremento del 2,5% concesso solo alle Regioni virtuose come il Veneto».
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Infine, il colpo personale: «Tosi è stato assessore alla sanità tra il 2005 e il 2007, uno dei periodi peggiori per la sanità veneta: liste d’attesa record, medici in rivolta, e un sistema sotto stress. Bastano le rassegne stampa dell’epoca per rendersene conto», ha detto Lanzarin.
«Oggi il Veneto è primo in Italia per qualità delle prestazioni sanitarie, secondo il monitoraggio dei LEA del Ministero della Salute. La sanità veneta è un modello. Chi l’attacca per visibilità scredita il lavoro di migliaia di operatori e la fiducia dei cittadini», ha concluso l’assessora.
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