Russia e Terzo Reich, Valdegamberi e Faccini criticano Mattarella
di Alessandro Bonfante
Il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Università di Marsiglia, che si è tenuto lo scorso 5 febbraio, ha sollevato reazioni dalla Russia. Durante gli anni Trenta, ha sottolineato il Presidente Mattarella, «anziché la cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione. E furono guerre di conquista. Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa. L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura».
Dopo qualche giorno è arrivata la reazione della portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha definito queste dichiarazioni «invenzioni blasfeme» e «paralleli storici oltraggiosi e palesemente falsi».
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Reazioni alle parole di Mattarella sono arrivate anche in territorio veronese, in particolare dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi e dal consigliere comunale di San Bonifacio (Salviamo San Bonifacio), esponente di Forza Nuova, Maicol Faccini.
Secondo Valdegamberi «queste frasi rischiano di affossare ancora di più i rapporti tra Italia e Russia che storicamente sono sempre stati ottimi». E ipotizza che il Presidente sia «in buona fede vittima di quella propaganda in Europa evidenziata da J.D. Vance».
«Sei il solito piccolo omino!» ha scritto Faccini sul suo profilo Facebook, commentando una notizia che riportava le dichiarazioni di Mattarella. «Non mi rappresenti e mai sarai il mio Presidente. Averne di Putin in Italia» ha aggiunto il consigliere comunale di San Bonifacio, chiudendo il post con due bandierine: italiana e russa.
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Prende le distanze da Faccini – che in consiglio comunale è all’opposizione – il sindaco di San Bonifacio Fulvio Soave, che guida una coalizione di centrodestra: «Il Capo dello Stato rappresenta tutti i cittadini e, come ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, le offese a Mattarella, offendono l’intera Nazione italiana».
«Come ho avuto modo di ribadire più volte, anche allo stesso Faccini, che non rappresenta la maggioranza, un consigliere comunale dovrebbe usare parole appropriate al ruolo che ricopre, nel pieno rispetto delle istituzioni» ha scritto il sindaco in una nota diffusa oggi.

Alessio Albertini, Vicesegretario provinciale Pd Verona, e Gabriele Lain, Segretario Pd San Bonifacio, dichiarano: «Non saranno le vili invettive social di un consigliere comunale a scalfire il prestigio del Presidente. E nemmeno le proteste di un apparato statale come quello russo completamente soggiogato alla volontà di un dittatore autocrate. Perché Putin è un dittatore, e come tale va trattato».
«È tuttavia doveroso – continuano gli esponenti dem – prendere le distanze dalle ignobili parole del consigliere Maicol Faccini, che si proclama patriota e poi finisce col difendere chi vuole un’Italia e un’Europa più deboli e impoverite».

«Come Pd lo invitiamo a darsi una calmata e tornare, al più, nella dimensione del folklore a cui ci ha abituato fin dalla sua elezione in consiglio comunale a San Bonifacio. Dal Presidente Mattarella c’è soltanto da imparare come ci si comporta quando si ricoprono cariche pubbliche» concludono Albertini e Lain, invitando il sindaco Soave a prendere le distanze dal consigliere, cosa che poi ha fatto.
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Valdegamberi: «Mattarella forse vittima di propaganda»
Secondo il consigliere regionale del Veneto Stefano Valdegamberi (gruppo Misto), «L’affermazione del Presidente Mattarella è stata non solo imprudente ma anche poco veritiera. La storia dice cose diverse e anche lui è forse in buona fede vittima di quella propaganda in Europa evidenziata da J.D. Vance “La censura è una minaccia più grave di Putin”. Purtroppo, persone come il sottoscritto, solo per aver espresso opinioni diverse sul conflitto Russo-Ucraino sono state pesantemente accusate di essere “agenti di Putin” e di ricevere compensi dal Cremlino. Chi mi conosce sa che non sono corruttibile perché ci tengo troppo alla mia libertà di pensiero. Chi è corrotto invece è schiavo perché ricattabile».
Continua Valdegamberi: «Dov’era il Presidente Mattarella quando cittadini italiani come me venivano aggrediti da media che riportavano in prima pagina accuse infamanti di “fantomatiche inchieste giornalistiche” di agenzie che poi sono risultate a libro paga per screditare? Dov’era quando cittadini italiani venivano iscritti sulle liste di proscrizione ucraine, di stile nazista, come Myrotvorec? In un momento in cui Trump tratta direttamente con Putin, scavalcando l’Europa guerrafondaia che anche in questi giorni parla solo di armi, queste frasi rischiano di affossare ancora di più i rapporti tra Italia e Russia che storicamente sono sempre stati ottimi».
Secondo Valdegamberi «I russi hanno una particolare simpatia per il popolo italiano e queste parole suonano veramente offensive per loro e non giovano ai futuri rapporti anche economici con il nostro Paese».
La replica di Forza Nuova
In seguito al clamore suscitato dalle dichiarazioni di Maicol Faccini, gli esponenti veronesi di Forza Nuova sono tornati sul tema. «Ho definito Mattarella piccolo uomo perché se fosse un ‘grande uomo’ dovrebbe abrogare subito le leggi Mancino e Scelba che vanno proprio contro il libero pensiero che lui stesso (seguito dal PD e dal Sindaco Soave) pensa non esista in Russia» dice Faccini.
Luca Castellini, vice segretario nazionale di Forza Nuova: «Attacchiamo e attaccheremo sempre il presidente Mattarella perché ha ancora il coraggio di giustificare una guerra su commissione nata dalla volontà globalista di un élite che ha voluto usare l’Ucraina e il suo popolo, attraverso il burattino Zelensky, per allontanare il vento di libertà sovranista che arriva dalla Russia e che travolgerà, suo malgrado, tutto l’occidente europeo, Italia compresa».
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