Rossi (Verona Domani) critica il Piano della Sosta: «Costi sui cittadini»
Redazione
Il nuovo Piano della Sosta, approvato dalla giunta comunale di Verona, attira già critiche dall’opposizione: sarebbe una «riforma della sosta tra razionalizzazione e scarico dei costi sui cittadini».
A contestare il provvedimento è Paolo Rossi, capogruppo di Verona Domani in consiglio comunale, che parla di un intervento che, «dietro la retorica dell’omogeneizzazione e dell’efficienza», nasconderebbe «una scelta politica chiara: trasferire progressivamente il costo della gestione urbana della mobilità sui cittadini».
Tra i punti più critici, Rossi sottolinea l’estensione degli stalli a pagamento a Borgo Trento, definendo questa mossa un «cambio di paradigma: la sosta gratuita diventa l’eccezione, non più la regola».
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Nonostante venga giustificata con l’intento di omogeneizzare le tariffe e incentivare il trasporto pubblico, secondo Rossi «manca ancora un sistema alternativo già pienamente funzionante». La filovia è infatti «ancora in attesa di entrare a regime», mentre i cittadini si trovano a «pagare fin da subito».
Un altro elemento sollevato è la gestione affidata ad AMT3. Per Rossi, «la politica della sosta rischia di configurarsi come una tassa classista», colpendo soprattutto «lavoratori, pendolari e utenti dei servizi cittadini che non dispongono di valide alternative all’auto privata».
Infine, il consigliere conclude che una simile riforma «avrebbe richiesto un dibattito pubblico più ampio, tempi di attuazione legati al reale potenziamento del trasporto pubblico e misure compensative per le fasce più esposte». Così com’è, «non sarà certo un passo verso una mobilità sostenibile, ma l’ennesimo sacrificio chiesto ai cittadini in nome dell’estremismo ideologico di Tommasi e Ferrari».
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