Rissa in centro a Verona: la politica chiede prevenzione e repressione

Redazione

| 27/10/2025
Bozza (FI) propone lavori socialmente utili. Borchia (Lega) e Cubico (FdI) accusano l’Amministrazione comunale di trovare scuse sulle forze dell’ordine. Per Gini (PD) la strada è quella dell’educazione, anche emotiva e relazionale.

Fa discutere l’episodio di violenza e vandalismo a Verona di sabato sera, su lungadige Donatelli.
Il ristoratore Davide Veneri, titolare dell’Osteria Verona Antica e consigliere dell’Associazione Ristoratori di Confcommercio Verona, al culmine di una rissa con lancio di sedie, è stato ferito da un gruppo di giovani ed è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, riportando una ferita alla fronte suturata con due punti e una prognosi di cinque giorni.

La politica si scalda sul tema, che coinvolge aspetti di sicurezza e di educazione vista la giovane età delle persone coinvolte.

Spiegava infatti il ristoratore Veneri: «Il lungadige è regolarmente teatro di assembramenti di compagnie di giovani tra i 15 e i 25 anni che si rendono protagonisti di atti vandalici, disturbo, danneggiamenti e perfino lancio di arredi nel fiume Adige. A ciò si aggiungono abuso di alcol, spaccio di sostanze stupefacenti e utilizzo degli spazi pubblici come orinatoi. La mattina ci troviamo a dover ripulire un’area ridotta a discarica, con bottiglie, bicchieri e vetri rotti ovunque».

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Il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza attacca l’amministrazione Tommasi («non fa nulla per garantire sicurezza a cittadini, esercenti e turisti») e lancia alcune proposte: «Una buona soluzione sarebbe mettere ai servizi sociali e ai lavori socialmente utili i ragazzi e le ragazze che si macchiano di certi episodi e reati; ma più in generale andrebbe ripristinata una sorta di servizio civile obbligatorio per i giovani, italiani e italiani di seconda generazione».

L’eurodeputato della Lega Paolo Borchia, dichiara: «Le carenze di organico delle Forze dell’ordine possono essere un tema ma non devono essere la scusante». In merito alla questione della mancanza di organico, il segretario provinciale del Carroccio ha aggiunt: «L’amministrazione sa benissimo che l’organico è in arrivo tra dicembre e gennaio prossimi, ma continua a piagnucolare e a recitare la parte della vittima e invece di tutelare gli esercenti li vessa con richieste assurde». Dall’amministrazione più volte è stato replicato che i rinforzi coprono i pensionamenti e i trasferimenti, ma faticano a costituire un vero impatto.

«L’amministrazione non può nascondersi dietro la scusa dell’organico insufficiente e aspettare. In tal senso la Regione può mettere a disposizione fondi specifici per la polizia locale attraverso l’assessorato alla sicurezza», così Serena Cubico, candidata di Fratelli d’Italia alle regionali. «Nello specifico le realtà di Veronetta e della zona universitaria, che frequento quotidianamente quale docente universitaria, mi hanno informato che la situazione è critica».

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Sara Gini, avvocata e candidata al Consiglio regionale del Veneto con il Partito Democratico, punta sulla questione educativa: «Siamo tutti chiamati a intervenire di fronte all’aumento di episodi di violenza tra i giovani. A partire dalla scuola, luogo di formazione e crescita, che oggi più che mai ha il compito di educare non solo alla conoscenza, ma anche alla convivenza civile, al rispetto reciproco e alla gestione delle emozioni».

Secondo Gini, «occorre chiedere con forza l’attivazione di percorsi strutturati di sensibilizzazione contro la violenza, da integrare stabilmente nei programmi scolastici perché investire nella prevenzione significa costruire una società più consapevole, empatica e sicura. Significa dare ai nostri ragazzi gli strumenti per affrontare il disagio, per esprimere il conflitto in modo sano, per riconoscere e rispettare l’altro». Per la candidata dem la sicurezza non può essere disgiunta dalla prevenzione e dall’educazione: «Praticare la prevenzione in questi termini significa agire in modo efficace anche sulla sicurezza. È necessario ampliare l’offerta educativa anche al tempo libero, proponendo attività formative, culturali e sportive che coinvolgano i ragazzi in modo positivo e costruttivo».

Gini propone un piano articolato di interventi: «Servono programmi scolastici di educazione emotiva e relazionale, campagne contro il bullismo e la violenza, spazi di ascolto e supporto psicologico. Ma anche laboratori artistici e tecnologici, sport di squadra, progetti di cittadinanza attiva e volontariato».

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Il video della rissa

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