Rimini, Borchia e Tosi esprimono vicinanza al maresciallo indagato per eccesso di difesa
La tragedia avvenuta nella notte di Capodanno a Villa Verucchio, nel riminese, continua a tenere banco nell’opinione pubblica e tra i rappresentanti politici. Abdel Hamid Abdallah, 23 anni, di origine egiziana, ha seminato terrore accoltellando cinque persone prima di essere ucciso dal comandante della stazione dei Carabinieri di Verucchio, Luciano Masini. Ora il militare è indagato per eccesso di difesa, e il caso sta scatenando un acceso dibattito sulla legittimità dell’uso della forza da parte delle Forze dell’Ordine.
La ricostruzione degli eventi è drammatica. Dopo aver accoltellato diversi passanti, Abdallah ha continuato la sua folle corsa fino a quando il comandante Masini, giunto sul posto, ha tentato di fermarlo. Prima sparando quattro colpi a terra e intimandogli di arrendersi, poi, quando l’egiziano si è scagliato contro di lui con un coltello in pugno, esplodendo otto colpi che lo hanno ucciso. Un intervento che molti definiscono inevitabile, ma che ha portato all’apertura di un fascicolo di indagine per eccesso di legittima difesa.
Le reazioni politiche

Dalla politica arrivano parole di solidarietà al carabiniere, accompagnate da critiche al sistema giudiziario. Paolo Borchia, europarlamentare veronese della Lega, non usa mezzi termini: «Ancora una volta ci troviamo di fronte a un paradosso: un servitore dello Stato, intervenuto per proteggere diverse persone da un uomo armato, viene ora indagato per aver fatto il proprio dovere. Doveva scattare il morto prima che potesse difendere se stesso e gli altri?». Borchia denuncia la mancanza di tutela per chi indossa una divisa e sottolinea: «È inaccettabile che chi garantisce la nostra sicurezza debba temere più le conseguenze legali che i criminali stessi».
Anche Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia, si schiera con il comandante Masini, definendo “vergognoso” il fatto che sia indagato. «È evidente che il carabiniere ha agito per difendersi e fermare un potenziale assassino. Ora, però, si trova costretto a pagarsi un avvocato per dimostrare ciò che è palese: la legittima difesa. Non vorrei che ci fosse il solito pregiudizio ideologico contro le Forze dell’Ordine».

Tosi critica anche le difficoltà economiche che i servitori dello Stato devono affrontare in situazioni simili: «Le spese legali possono diventare insostenibili rispetto agli stipendi. Una beffa per chi rischia la vita per difendere i cittadini».
L’indagine e il dibattito sulla legittima difesa
Il procuratore capo di Rimini ha definito l’indagine un “atto dovuto” per chiarire i fatti, ma questo non ha placato le polemiche. Il caso solleva interrogativi sulla normativa vigente in materia di legittima difesa e sul confine tra dovere e abuso nell’uso della forza. Mentre alcune forze politiche invocano maggiore tutela per chi indossa la divisa, altre chiedono un esame attento degli eventi per evitare possibili abusi di potere.
Nel frattempo, la comunità di Villa Verucchio rimane scossa da quanto accaduto, con molte persone che esprimono solidarietà al comandante Masini, riconoscendo il suo intervento come necessario per evitare una tragedia ancora più grande.
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