Rifiuti a Grezzana: Falzi replica alle accuse di Nalin e Dalai

Redazione

| 17/11/2025
Scontro a distanza fra i candidati della lista “Uniti per Manildo presidente” e il vicesindaco di Grezzana, candidato con Forza Italia. Si discute sull’attività lavorativa di Falzi.

Il candidato di Forza Italia alle elezioni regionali in Veneto Zeno Falzi replica alle accuse lanciate negli scorsi giorni da Anna Lisa Nalin e Lorenzo Dalai, candidati della lista “Uniti per Manildo Presidente“. Accuse che riguardano l’attività lavorativa di Falzi, ovvero la gestione di rifiuti nell’impianto di località Carrara a Grezzana, comune di cui Falzi è anche attualmente vicesindaco.

Nalin e Dalai, nelle dichiarazioni diffuse negli scorsi giorni, ripercorrono la storia dell’azienda di Falzi: per quarant’anni ha lavorato con materiali metallici «senza creare particolari problemi al vicinato».

«Poi, nel febbraio 2017, è accaduto qualcosa di molto grave», ha dichiarato Anna Lisa Nalin. «Mentre Zeno Falzi ricopriva il ruolo di consigliere provinciale, la Provincia di Verona ha rilasciato alla sua azienda familiare autorizzazioni per trattare rifiuti pericolosi e non pericolosi in un’area dove ne vigeva espressamente il divieto».

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Falzi puntualizza che l’autorizzazione al trattamento dei rifiuti pericolosi era già vigente nel 2015, ben prima del suo ingresso politico come consigliere provinciale: «Non è stata rilasciata nel 2017, come affermato dagli avversari». Il candidato di Forza Italia rimanda al mittente «il tentativo dei candidati al Consiglio Regionale di collegare in modo fuorviante l’attività di imprenditore» con il suo ruolo politico.

Falzi puntualizza anche la natura dell’attività dell’azienda: «la Falzi Srl non produce rifiuti, ma riceve materiali dalle imprese del territorio e li avvia correttamente al recupero attraverso impianti autorizzati».

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«L’ULSS 9 Scaligera è stata chiara per ben due volte» ha aggiunto Dalai. «Nel 2022 ha bocciato la variante urbanistica, specificando che attività di demolizione e recupero materiali sono insediabili in contesto abitato solo se dimostrano l’assenza di molestia o pericolo per il vicinato. Nel 2024 ha ribadito il parere negativo sul progetto di ampliamento. Eppure la Regione ha continuato l’iter autorizzativo come se nulla fosse. È inaccettabile».

Aggiungono Nalin e Dalai: «Il progetto attualmente in discussione presso la Regione prevede un incremento che definire mostruoso è un eufemismo: la capacità di stoccaggio passerebbe da 870.000 kg a 4 milioni di kg di rifiuti, quasi 5 volte tanto». I due candidati della lista “Uniti per Manildo presidente” riportano inoltre lamentele da parte dei residenti della zona.

Falzi specifica: «Oggi la Falzi Srl è autorizzata a gestire 45.000 tonnellate annue di rifiuti e lo stesso limite rimane invariato anche nello scenario progettuale citato dagli avversari».

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Falzi sottolinea inoltre: «Gli uffici che ho costruito nel 2023 si trovano nel cuore dell’azienda, e l’abitazione dei miei genitori dista appena trenta metri dall’impianto. Pensare che avrei permesso un’attività pericolosa per la salute a pochi passi da casa mia è semplicemente illogico». Una considerazione che, secondo il candidato, smonta l’idea di un luogo insalubre o incompatibile con la presenza di abitazioni, come suggerito da Dalai e Nalin.

Conclude Falzi: «Non permetterò che si costruiscano campagne elettorali diffondendo falsità. Con i miei consulenti stiamo valutando le azioni legali più opportune per tutelare l’azienda, i lavoratori e la nostra immagine. La politica deve basarsi su dati reali, non su attacchi strumentali».

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