Regionali, Spi Cgil Verona ai candidati: «Date risposte ad anziani e caregiver»

Redazione

| 31/10/2025
Il sindacato sollecita i candidati al Consiglio veneto a confrontarsi su sanità e non autosufficienza. Nel Veronese risultano oltre 55mila anziani non autosufficienti e servizi carenti.

«A Verona ci sono 215mila anziani, di cui 55mila non autosufficienti assistiti da un esercito di circa 45 mila caregiver e 14mila assistenti familiari. Secondo l’ISS, Istituto superiore di sanità, il 57,3% degli over 65 enni (122 mila persone nel veronese) di essi soffre di almeno una malattia cronica tra cardiopatie, malattie respiratorie, diabete, insufficienza renale, tumori, ictus. È questo lo sterminato panorama del bisogno che interroga drammaticamente le elezioni regionali del 23 e 24 novembre». A lanciare l’allarme è lo Spi CGIL di Verona.

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«Crediamo sia necessario, doveroso e urgente dare risposte a queste persone. E per ottenerle sollecitiamo i candidati al Consiglio regionale veneto a confrontarsi con noi sulle azioni che si ritiene necessario mettere in campo. Li invitiamo a misurare le proprie proposte nel concreto confronto con il documento che lo Spi Cgil ha preparato. Si tratta di un primo passo per il rilancio della concertazione con il territorio e con le parti sociali (sindacati, associazioni, comitati) che da anni viene sistematicamente negata oppure relegata a mero adempimento burocratico. L’insufficienza dei servizi socio sanitari e la necessità di potenziarli è tema noto, quasi scontato, ma forse non viene adeguatamente approfondito e, sicuramente, non viene sufficientemente agito».

A Verona le Case di riposo (Rsa) contano 5.136 posti, ma solo 2.462 coperti da impegnative regionali. Le rette vanno fino a 2.700 euro al mese senza impegnativa. L’assistenza domiciliare raggiunge appena il 6% degli anziani, lontano dal 10% previsto dal Pnrr. Solo qualche decina di caregiver (61) beneficia di misure di aiuto e sostegno.

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«Chiediamo una legge regionale sui caregiver che preveda indennità e servizi di supporto; il rafforzamento degli Ats e dei Distretti con il concreto coinvolgimento delle parti sociali; il potenziamento dell’assistenza domiciliare (ADI e SAD) con un aumento delle impegnative di cura domiciliare. Le risorse aggiuntive per la non autosufficienza vanno cercate attraverso misure di fiscalità nel segno dell’equità e della giustizia sociale, avendo il coraggio di chiedere di più a chi ha di più. La riforma delle strutture residenziali e un massiccio investimento sul personale e per il rilancio dei servizi sono passaggi ormai ineludibili».

Sul lato della sanità pubblica, «le liste d’attesa lunghissime (fino a 10 mesi per visite e esami di comune prescrizione), la carenza di medici di base (339 posti vacanti in provincia) e i ritardi nella realizzazione delle strutture intermedie come Case e Ospedali di Comunità, ancora parzialmente inattive, richiedono un piano straordinario per l’assunzione di medici e infermieri. Serve una misura chiara e coraggiosa per rendere pubblici e trasparenti le agende delle Ulss e i dati sulle liste di attesa».

«Invitiamo i candidati e le candidate a confrontare i loro programmi con le priorità delle parti sociali, a partire dal documento di analisi e proposte predisposto dallo Spi Cgil Verona d’intesa con lo Spi Cgil Veneto. Chi ha lavorato una vita ha diritto a cura, dignità e sicurezza. Non autosufficienza e salute pubblica devono diventare pilastri del welfare veneto», conclude il sindacato.

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