Referendum, Trevisi: «Significativa la partecipazione della Generazione Z»

Redazione

| 24/03/2026
Il consigliere regionale veneto del Partito Democratico, Gianpaolo Trevisi, commenta l’esito del voto. Importante, secondo lui, la partecipazione della nuova generazione e l'equilibrio di voto nel Comune di Verona.

«Il risultato del referendum consegna un messaggio politico chiaro e non eludibile: le riforme istituzionali non possono essere imposte, ma devono nascere da un confronto ampio, serio e condiviso tra le forze politiche”. Così il consigliere regionale veneto del Partito Democratico, Gianpaolo Trevisi, commenta l’esito del voto.

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A Verona città il si è affermato, seppur di misura, con un 52% contro il 48%. «È un segnale politico importante – sottolinea Trevisi – che indica come anche in territori considerati solidamente orientati in un’unica direzione stia emergendo una domanda diversa: più equilibrio, più ascolto, più condivisione».

Particolarmente significativo, secondo il consigliere, è stato il protagonismo delle nuove generazioni. «I giovani, la Generazione Z, si sono mobilitati e hanno partecipato. Sono ragazze e ragazzi su cui dobbiamo avere fiducia, perché esprimono una sensibilità democratica forte, tutt’altro che superficiale. Ridurre il loro voto a letture semplicistiche o strumentali è non solo sbagliato, ma anche miope».

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Trevisi evidenzia inoltre come il risultato complessivo rafforzi una linea politica che mette al centro il metodo, oltre che il merito: «Non sono tra quelli che considerano la Costituzione intoccabile, ma è evidente che non può essere modificata in modo unilaterale. Le riforme più importanti devono essere costruite con responsabilità, coinvolgendo maggioranza e minoranza, trovando punti di equilibrio nell’interesse del Paese».

«In questo senso – conclude – il voto di ieri non è stata un’occasione persa, ma rappresenta piuttosto una nuova occasione: un invito a cambiare approccio, ad abbandonare le forzature e a tornare a una politica capace di dialogo. È da qui che bisogna ripartire. Occorre ora trovare soluzioni concrete per risolvere i veri problemi della Giustizia e per farlo occorre ascoltare e fare e non stando certo seduti sui posti delle due curve opposte di uno stesso stadio».

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