Raccolta differenziata a Verona, Borchia: «Più problemi che soluzioni»

Redazione

| 12/02/2026
Con l’estensione del nuovo sistema di raccolta misto fra cassonetti ad accesso controllato e porta a porta in Quarta Circoscrizione, il segretario provinciale della Lega esprime le proprie critiche.

Arriva anche in Quarta Circoscrizione di Verona il nuovo sistema di raccolta differenziata misto, con cassonetti ad accesso controllato e porta a porta, come annunciato ieri da Amia e sui nostri canali.

Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega e capodelegazione del partito al Parlamento europeo, si esprime sul tema: «La criticità maggiore riscontrata è l’aumento dell’abbandono di sacchetti all’esterno dei cassonetti, spesso causato da malfunzionamenti delle tessere, tessere non ancora consegnate o dalla scomodità del sistema, trasformando le aree di raccolta in micro-discariche».

«Numerosi cittadini hanno segnalato che i lettori RFID dei cassonetti non riconoscono la tessera, oppure che il cassonetto risulta bloccato o pieno, impedendo il conferimento corretto», ha aggiunto.

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Insieme a Borchia, anche Gloria Gobbetti, vicepresidente della Quarta Circoscrizione, e Laura Bocchi, consigliera della stessa circoscrizione in quota Lega, segnalano in particolare la presenza di molti anziani nel territorio che rischiano di incontrare serie difficoltà nell’utilizzo del nuovo sistema. «La quarta circoscrizione conta una popolazione con un’alta percentuale di persone anziane – sottolineano – che potrebbero fare fatica ad utilizzare tessere elettroniche o applicazioni digitali, con il rischio concreto di creare ulteriori disagi e di favorire situazioni di abbandono involontario dei rifiuti».

Particolare enfasi è stata infatti posta sulle difficoltà riscontrate dalle categorie più vulnerabili. «L’uso della tecnologia, tessera o app, ha creato difficoltà a fasce di popolazione meno digitalizzate o con mobilità ridotta», ha sottolineato Borchia, parlando di un sistema che rischia di penalizzare anziani e persone fragili, spesso costrette a rinunciare al conferimento o a chiedere aiuto a familiari e vicini.

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Secondo l’esponente leghista, in quartieri come Golosine e San Michele Extra si registrano «cassonetti costantemente pieni o accumuli di sporcizia nei pressi dei contenitori», con evidenti ripercussioni sul decoro urbano e sulla percezione di sicurezza.

«Il passaggio al nuovo modello, nelle altre circoscrizioni, è stato percepito come una sperimentazione non ben rodata, con carenze nel monitoraggio e nella pulizia, nonostante l’introduzione degli ispettori ambientali. Auspichiamo che al più presto venga risolta questa criticità», ha concluso Borchia.

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