Presidio a Verona: confronto tra Comune e CGIL sui Servizi Zerosei
Ieri, giovedì 16 gennaio, educatori, insegnanti e genitori dei Servizi Zerosei di Verona si sono riuniti davanti a Palazzo Barbieri per un presidio indetto dalla Funzione Pubblica CGIL. L’evento, coincidente con il Consiglio Comunale, ha voluto accendere i riflettori sulle difficoltà dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali, denunciando decisioni amministrative ritenute unilaterali e carenze nelle risorse umane e finanziarie.
Le posizioni del Comune
Gli assessori Michele Bertucco (Personale) ed Elisa La Paglia (Politiche educative) hanno incontrato i manifestanti, sottolineando l’impegno dell’amministrazione a migliorare i servizi e dialogare con il personale. «Vi è tutta la volontà di ricercare un percorso condiviso» ha dichiarato Bertucco. La Paglia ha evidenziato i progressi fatti, come l’accordo quadro triennale per una programmazione più stabile e la statalizzazione della scuola materna di via Badile a Borgo Venezia, avviata per potenziare i servizi pubblici.
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Le critiche della CGIL
La CGIL ha espresso insoddisfazione per il mancato confronto e per le scelte che avrebbero impoverito i servizi educativi. «Negare diritti contrattuali, ridurre il personale stabile e chiudere strutture non può essere una strategia sostenibile», hanno affermato Antonio De Pasquale e Angelo Tirapelle della CGIL. I sindacati hanno richiesto nuove assunzioni e investimenti per garantire la qualità dei servizi e condizioni di lavoro dignitose.
Le famiglie, coinvolte dalla CGIL, hanno ribadito il valore fondamentale dei Servizi Zerosei per la comunità e chiesto un impegno concreto da parte dell’amministrazione per preservarne la qualità. «L’attenzione alla prima infanzia è attenzione al futuro di Verona», si legge nella nota stampa diffusa dal sindacato.
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