Polemiche su EOS: «Bambini che imbracciano armi e donne strumentalizzate»
Redazione
Lo scorso fine settimana Verona ha ospitato l’European Outdoor Show (EOS), un evento che si presenta come vetrina per il mondo della caccia, del tiro sportivo e delle attività all’aria aperta. L’appuntamento ha suscitato dure critiche e proteste da parte di numerose associazioni locali, che lo hanno definito un simbolo di un’ideologia bellicista e di una normalizzazione della violenza, mascherata da passione sportiva e difesa delle tradizioni.
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Con toni forti e parole che non lasciano spazio a interpretazioni, gli attivisti hanno denunciato la presenza di minori a contatto con armi da fuoco, la strumentalizzazione dell’immagine femminile e il richiamo a modelli di supremazia e militarizzazione della società. “Nel mirino” anche le aziende italiane del settore, accusate di alimentare i conflitti internazionali con esportazioni che, secondo le associazioni, contraddicono le dichiarazioni ufficiali del governo.
«In questo circo dell’orrido – affermano gli attivisti – abbiamo potuto osservare: famiglie con bambin* anche piccolissim*, adolescenti che imbracciavano carabine, bambin* invitati a mirare l’obbiettivo di quegli stessi animali di cui vengono raccontate le favole della sera, in barba al tanto sbandierato codice etico che avrebbe dovuto “proteggere” i minori dalla violenza impedendogli di toccare le armi».
Le associazioni proseguono: «E poi; ragazze ammiccanti/assertive usate come contorno a maschi tronfi di italico orgoglio che promuovevano i diversi marchi di armi da fuoco. Bandiere americane a richiamare, se ve ne fosse bisogno, l’ispirazione ideologica ad un’ordine sociale mantenuto con violenza sistemica in nome del diritto all’autodifesa. Perfino lo stand con brand riportante il logo X Mas, trasformato da orrida rappresentazione di milizia fascista a richiamo cool di glorioso ritorno al passato, grazie a politici impresentabili».
«Come se non bastasse – concludono – spiccava la presenza di note aziende italiane, Beretta e Fiocchi fra tutte, il cui fatturato è aumentato notevolmente nel corso del 2024, grazie all’export mai interrotto verso Israele, a smentita di quanto dichiarò in più occasioni il Ministro degli esteri Tajani , secondo il quale dal 7 ottobre 2023 l’Italia aveva bloccato la fornitura da parte di aziende italiane verso quel paese. Parliamo di armi e munizioni a disposizione dei coloni israeliani e vendute nelle armerie della Cisgiordania, utilizzate per terrorizzare, sgomberare ed uccidere civili inermi».
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