Polemica sull’Iftar Street a Verona, Buffolo e Traguardi replicano alla Lega
Redazione
«Dalle dichiarazioni di Borchia e Zavarise emerge tutta la pochezza di una visione stereotipata delle donne musulmane, che associa in modo semplicistico la cultura islamica alla sottomissione femminile» esordiscono così dal movimento civico Traguardi, per replicare alle dichiarazioni degli esponenti della Lega.
I due, infatti, hanno criticato l’amministrazione Tommasi per aver supportato l’evento “Iftar Street. Con la cittadinanza in città“, che si è tenuto ieri sera in Gran Guardia. Si tratta di un evento comunitario organizzato per celebrare l’Iftar, il pasto serale che segna la fine del digiuno quotidiano durante il mese islamico di Ramadan.
Anche l’assessore alle Pari opportunità e diritti umani Jacopo Buffolo, preso in causa direttamente da Borchia e Zavarise, ha diffuso una nota di replica: «Parlare di diritti significa farlo sempre, non solo quando conviene. Chi oggi attacca l’Iftar in Gran Guardia usa la solita retorica strumentale per dividere, invece di riconoscere che il dialogo e la convivenza sono la vera sicurezza di una città».
La critica dei leghisti all’amministrazione Tommasi: «Si presentano con il sorriso agli eventi della comunità islamica, cui concedono addirittura una vetrina così centrale e celebrativa come la Gran Guardia, senza il minimo spirito critico, senza una parola su come questa cultura, nei suoi aspetti più rigidi e diffusi, imponga restrizioni enormi proprio alle donne».
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Continuano da Traguardi: «Una prospettiva non solo riduttiva e svilente, ma che ignora le molteplici realtà e le voci delle donne tutte, anche musulmane, che sfidano quotidianamente tali pregiudizi. Da chi ha la pretesa di rappresentare Verona e l’Italia in Europa, si potrebbe pretendere contenuti di maggiori profondità».
Specifica inoltre Buffolo: «Il Consiglio Islamico di Verona ha regolarmente chiesto, e pagato, l’affitto del Palazzo della Gran Guardia, per un evento aperto a tutta la cittadinanza, arrivato alla sua terza edizione, se il consigliere Zavarise e l’europarlamentare Borchia della Lega avessero mai presenziato a uno degli eventi organizzati dalle tante comunità, anche di fede musulmana, che abitano e lavorano a Verona, saprebbero definire in maniera corretta il contesto».

Traguardi: «Razzismo sistemico»
«La narrazione dei rappresentanti leghisti, sempre in cerca di argomenti per strappare un po’ di attenzione, è irricevibile perché presuppone che l’emancipazione delle donne musulmane possa avvenire solo attraverso un modello occidentale imposto dall’esterno, magari solo da uomini, senza riconoscere la complessità delle loro esperienze e delle loro scelte personali. La prova di questa realtà complessa e articolata l’abbiamo avuta in carne ed ossa ieri sera, rappresentata dalle tantissime donne e ragazze, velate e non, impegnate come volontarie della comunità islamica veronese nei ruoli più vari».
Concludono da Traguardi: «La verità è che la polemica sull’Iftar street, organizzato in un luogo simbolico e rappresentativo per la nostra città come la Gran Guardia, è solo la cartina al tornasole del razzismo sistemico di chi non riesce ad accettare che anche a Verona, come in tutte le città, esista una società multiculturale, aperta, diversificata eppure al contempo coesa».
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Buffolo: «Verona non si rinchiude nella paura»
«Parlare di femminismo intersezionale significa proprio comprendere che il problema della violenza di genere non è la fede, altrimenti mi aspetto che la Lega veronese dimostri la stessa coerenza che dicono di pretendere da noi, condannando ogni religione, essendoci uomini cristiani, buddisti o agnostici che compiono violenza su persone di genere femminile» continua Buffolo.

«Le donne musulmane non hanno bisogno di essere “salvate” dalla Lega. Hanno voce, pensiero e libertà, e chi davvero si batte per i diritti sa che il modo migliore per garantire autodeterminazione è il confronto, non l’esclusione. Verona non si rinchiude nella paura, né accetta che il tema della sicurezza venga ridotto a una narrazione tossica. La vera sicurezza non è repressione: sono spazi vivi e accessibili, servizi nei quartieri, opportunità per tutte e tutti».
Conclude Buffolo: «Chi oggi parla di degrado, ieri ha governato senza investire in coesione sociale. Noi lavoriamo ogni giorno per una Verona dove ciascuno riesca a realizzarsi in armonia con l’altro e nessuno venga strumentalizzato per scopi politici».
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