Polato: «Crescita e sicurezza energetica prima dell’ideologia green»

Redazione

| 24/06/2025
L'europarlamentare chiede pragmatismo sul Clean Industrial Deal e accelerazione delle procedure antidumping.

L’europarlamentare veronese Daniele Polato (ECR/Fratelli d’Italia) ha ribadito in Commissione INTA la necessità di un approccio pragmatico alle politiche commerciali europee, criticando le quelle che considera derive ideologiche della transizione ecologica. «L’Italia, patria di innovazione e competenze, deve tornare a essere protagonista nel campo energetico. Ma per farlo serve pragmatismo, non ideologia», ha dichiarato durante i lavori della Commissione per il Commercio Internazionale del Parlamento Europeo.

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Al centro delle critiche di Polato c’è il Clean Industrial Deal, il piano presentato dalla Commissione Europea il 26 febbraio 2025 che mobilita oltre 100 miliardi di euro per sostenere la decarbonizzazione industriale. Il piano si propone di «trasformare la decarbonizzazione in un potente motore di crescita per le industrie europee», concentrandosi su sei pilastri strategici: energia accessibile, mercati guida, finanziamenti, circolarità, partnership globali e competenze professionali.

«Il Clean Industrial Deal – ha aggiunto – può rappresentare un’opportunità per rilanciare competitività e occupazione. Ma il nostro sostegno non è una cambiale in bianco: servono scelte concrete e responsabili, non misure scollegate dalla realtà economica».

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Polato ha poi sottolineato la necessità di modernizzare gli strumenti di difesa commerciale, a partire dall’accelerazione delle procedure contro pratiche sleali come il dumping (vendere beni o servizi all’estero a un prezzo inferiore rispetto al costo di produzione o al prezzo praticato nel mercato interno). «Imprese e cittadini hanno bisogno di tempi certi, regole chiare e condizioni eque. Non possiamo permettere che l’Europa resti inerte mentre altri Paesi giocano senza regole».

Infine, un messaggio alla Commissione: «La transizione ecologica non può essere un fine ideologico. Deve restare un mezzo per garantire crescita, stabilità e sicurezza economica. Solo così sarà davvero sostenibile».

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