Pd: «Verona ha bisogno di più risorse e di diventare città metropolitana»
Redazione
«Le parole del sindaco Damiano Tommasi riportate sul quotidiano L’Arena colgono nel segno: Verona ha bisogno di più risorse e di un cambio di passo netto su trasporto pubblico, politiche abitative e sicurezza. È una richiesta legittima, che la Regione Veneto non può continuare a ignorare».
Lo dichiarano Anna Maria Bigon e Gianpaolo Trevisi, consiglieri regionali del Partito Democratico, che chiedono di rilanciare con forza il ruolo strategico di Verona nel contesto regionale e nazionale.
Trasporto pubblico: «Investimenti urgenti, gratuità per studenti e anziani e biglietto unico»
«Sul trasporto pubblico locale servono risorse immediate e strutturali, ben superiori a quelle oggi messe in campo dalla Regione Veneto. I numeri parlano chiaro: secondo il rapporto Legambiente, rapporto pendolaria 2025, nel 2024 il Veneto destina al TPL appena lo 0,25% del proprio bilancio, collocandosi nelle ultime posizioni a livello nazionale, addirittura dopo la Campania. Un dato gravissimo per una regione che pretenderebbe di diventare la locomotiva del Paese».
«È necessario cambiare radicalmente approccio – proseguono Bigon e Trevisi –: il trasporto pubblico non è un costo, ma un investimento sociale, ambientale ed economico. A Verona, come nelle grandi città europee, va avviato un percorso verso la gratuità del trasporto pubblico per studenti e anziani, accompagnato dall’introduzione di un biglietto unico integrato, per garantire il diritto allo studio, sostenere le famiglie, ridurre il traffico e abbattere le emissioni».
Casa: «Senza un piano straordinario i giovani se ne vanno»
Altro nodo cruciale è quello dell’abitare. «Il piano casa regionale è di fatto inesistente e, per quanto recentemente dichiarato, appare largamente insufficiente rispetto all’emergenza in atto. I giovani non riescono ad avere una vita autonoma e indipendente: lavoro precario, redditi bassi e affitti insostenibili stanno rendendo Verona una città sempre meno accessibile».
«Senza un forte investimento sull’edilizia residenziale pubblica, sul recupero del patrimonio esistente e su vere politiche di housing sociale – sottolineano i consiglieri dem – il risultato è sotto gli occhi di tutti: ragazze e ragazzi costretti ad andare all’estero per costruirsi una prospettiva di vita. Questa è una sconfitta non solo per Verona, ma per l’intero Veneto».
Verona città metropolitana: «Una scelta non più rinviabile»
Da qui la richiesta politica più netta. «Verona ha dimensioni, funzioni, flussi economici e infrastrutturali che superano da tempo i confini comunali. È un polo strategico nazionale per turismo, logistica, cultura e manifattura. Per questo il riconoscimento di Verona come città metropolitana non è una bandiera ideologica, ma una necessità concreta».
«Diventare città metropolitana – spiegano Bigon e Trevisi – significherebbe poter contare su maggiori competenze, risorse dedicate e una reale capacità di programmazione su mobilità, casa, ambiente, sviluppo economico e sicurezza, governando in modo integrato un’area vasta che coinvolge decine di Comuni. È lo strumento adeguato per affrontare problemi complessi che oggi non possono più essere risolti a livello comunale».
Sicurezza: «Più prevenzione e presenza regionale»
Infine, il tema della sicurezza. «La Regione deve fare di più anche su questo fronte, sostenendo concretamente i Comuni con risorse per la prevenzione, il presidio del territorio, il recupero delle aree degradate e politiche sociali inclusive. La sicurezza si costruisce con interventi strutturali e continui, non con slogan».
«Condividiamo l’appello del sindaco Tommasi – concludono Bigon e Trevisi – e chiediamo alla Regione Veneto di assumersi fino in fondo la responsabilità verso Verona. Trasporti, casa e sicurezza richiedono risposte immediate. Il riconoscimento di Verona come città metropolitana è il passo necessario per dare alla città gli strumenti che merita».
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