Pattuglie a Veronetta: per Zavarise «segnale positivo», ma Tosi ancora critico

di Alessandro Bonfante

| 26/06/2025
Si continua a discutere sulla sicurezza e il controllo del territorio a Verona. Per il consigliere della Lega le nuove pattuglie sono un primo passo, ma secondo l'ex sindaco servono altre misure.

Reazioni contrastanti fra le opposizioni all’amministrazione comunale di Verona dopo l’annuncio del presidio fisso della Polizia Locale nella zona di Veronetta. Per il consigliere della Lega Nicolò Zavarise, che aveva accompagnato un gruppo di residenti a un confronto con l’assessora Stefania Zivelonghi, si tratta di «un primo segnale positivo». Secondo l’europarlamentare di Forza Italia Flavio Tosi invece non è abbastanza, perché rimangono scoperte le ore più tarde della sera.

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La misura

Da Porta Vescovo a Porta Vittoria passando da via San Nazaro, ai giardini della Provianda e alla zona universitaria, via XX settembre con l’area chiusa al traffico: questi i percorsi della pattuglia della Polizia locale formata ogni giorno da tre agenti, che sarà presente dalle 10 alle 19. Attenzione particolare alla sicurezza urbana, al decoro, alla sicurezza stradale e al rispetto delle norme in materia di esercizi commerciali e attività ambulanti.

Un presidio che il Comando di via del Pontiere manterrà fino a fine agosto, per rispondere a un recente incontro tenutosi a palazzo Barbieri tra i residenti accompagnati dal consigliere Zavarise a cui l’assessora Stefania Zivelonghi ha voluto dare una risposta fattiva.

L’area verrà vigilata anche con altre pattuglie della Polizia amministrativa e dei Vigili di Quartiere, affinché sia aumentato il presidio in divisa in una delle zone spesso segnalate per episodi di microcriminalità.

Negli scorsi mesi a Veronetta si erano inoltre ripetuti controlli “a tappeto” con le operazioni “Alto impatto” coordinate in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

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Stefania Zivelonghi
Stefania Zivelonghi, assessora di Verona alla Sicurezza

Le osservazioni di Zavarise

Nicolò Zavarise, consigliere comunale della Lega, parla di «un primo segnale positivo per un quartiere che da troppo tempo chiede maggiore sicurezza e attenzione. È una prima, seppur parziale, risposta a un’esigenza reale dei residenti, che da mesi chiedevano interventi visibili sul territorio».

«Non è la ‘zona rossa’ inizialmente proposta, che avrebbe potuto forse offrire una soluzione più strutturata per la tutela del quartiere, garantendo al tempo stesso una presenza stabile e organizzata delle forze dell’ordine sul territorio, ma l’arrivo dell’ufficio mobile della polizia locale rappresenta comunque un primo passo nella giusta direzione» aggiunge Zavarise. «Un presidio visibile sul territorio aiuta a prevenire microcriminalità, degrado e situazioni di insicurezza che da troppo tempo penalizzano Veronetta e altre aree cittadine».

Sul tema della “zona rossa”, la vicesindaca Bissoli, leggendo una nota dell’assessora alla Sicurezza Zivelonghi durante un consiglio comunale, aveva spiegato che «il Questore ha esposto dati che vedono un calo dei reati nei primi mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a Veronetta. La decisone assunta dal Prefetto è stata quella di non istituire la zona rossa a Veronetta mantenendo peraltro i presidi delle Forze dell’Ordine e potenziandoli con quelli cosiddetti a forte impatto, ai quali anche la nostra Polizia Locale partecipa sotto il coordinamento del Questore».

Il consigliere Zavarise sottolinea «il merito da riconoscere anche alla disponibilità del comandante della polizia locale, Luigi Altamura, che ha mostrato attenzione concreta verso i bisogni dei residenti e delle famiglie».

«L’auspicio è che questo presidio non resti un’iniziativa temporanea ma si traduca in un impegno stabile per il decoro, la sicurezza e la vivibilità di Veronetta. Confidiamo che l’amministrazione comunale sappia proseguire con visione strategica per ridare a Veronetta la dignità che merita. Noi continueremo a vigilare affinché questo primo intervento rappresenti l’inizio di un piano più ampio di tutela del quartiere».

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Nicolò Zavarise
Nicolò Zavarise

I dubbi di Tosi

Secondo il coordinatore del Veneto di Forza Italia ed europarlamentare Flavio Tosi «il quartiere vive il problema sicurezza soprattutto alla sera e di notte, ma l’assessore Zivelonghi cosa fa? Mette le pattuglie fino alle 19, cioè le fa andare via quando servirebbero di più. Suggerisco a Zivelonghi: se proprio non riesci con le sole forze della Polizia Locale, che è sottorganico per colpa dei mancati investimenti di Sindaco e Giunta, prendi la vigilanza privata o, come fa oggi Vicenza e ho fatto io da Sindaco, metti l’esercito con l’operazione Strade Sicure. Comunque sia, le zone più difficili vanno presidiate, soprattutto di sera e di notte».

Per quanto riguarda l’organico della Polizia locale, bisogna tuttavia segnalare le recenti entrate in servizio di 12 agenti e 9 ufficiali, che erano stati selezionati attraverso un concorso l’anno precedente, e le quattro moto da poco presentate.

Il problema di fondo, dice Tosi, «è che la Zivelonghi magari avrebbe anche buona volontà, ma quella da sola non basta. Servirebbero determinazione e competenza, ma comprendiamo le difficoltà della Zivelonghi, che siede nella stessa Giunta di Buffolo, l’assessore che non ha perso l’occasione di attaccare le forze dell’ordine e di manifestare contro le stesse quando, dopo la vicenda Moussa Diarra, invece c’era da difenderle. Come fai a impegnarti sul serio sul fronte della sicurezza, se amministri assieme a chi le forze dell’ordine le delegittima?».

Tosi sottolinea che a Vicenza girano le camionette dell’esercito: «A Verona competerebbe al Sindaco Tommasi e alla Zivelonghi chiedere al Prefetto, nell’ambito di Strade Sicure, una maggiore dotazione di pattuglie di militari per le ore serali e notturne. Ma non c’è la necessaria determinazione a risolvere il problema insicurezza».

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