Olimpiadi a Verona, Tommasi: «Grande sforzo, con spirito olimpico»
Redazione
Manca sempre meno all’appuntamento che porterà i riflettori del mondo su Verona. La città scaligera ospiterà le cerimonie di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 il prossimo 22 febbraio e l’apertura delle Paralimpiadi il 6 marzo, un passaggio storico per la città. A viverlo in prima persona è Damiano Tommasi, sindaco ed ex atleta olimpico, in quanto nel 1996 partecipò ai Giochi di Atlanta con la Nazionale italiana di calcio.
«È una coincidenza stranissima», racconta Tommasi a margine dell’inaugurazione della mostra “Sport e montagna tra tradizione e innovazione. Cortina d’Ampezzo. Le due Olimpiadi” in Camera di Commercio a Verona. «Nell’edizione in cui ho partecipato da atleta non ho potuto godere delle cerimonie. Oggi essere qui, da sindaco della città che le ospita, è una grande emozione».
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Un’emozione legata anche alla consapevolezza di cosa rappresentano i Giochi per chi li vive da protagonista. «So cosa vuol dire per tanti atleti e atlete preparare un’edizione olimpica, cosa vorrà dire per loro e per le loro vite. Transitare da Verona e celebrare a Verona questa opportunità di carriera significa toccare con mano cosa vuol dire sport, cosa vuol dire Giochi olimpici e paralimpici, cosa vuol dire l’internazionalità di un evento che unisce e fa vivere emozioni difficili da provare altrove».
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Intanto la città si prepara. Cantieri, infrastrutture e progetti sono già avviati, a partire da “Casa Verona”, aperta all’Arsenale. «Sono contento perché abbiamo trovato un luogo significativo per la città – spiega il sindaco –. È un inizio di attività che già entro il 2026 vedrà attivarsi altre aree, ma soprattutto sarà un luogo dove vivere in diretta tutte le gare». Un punto di incontro pensato per «far confluire persone da tutto il mondo e vivere lo spirito delle gare e della competizione».
Il calendario segna in rosso il 22 febbraio 2026, giorno della cerimonia di chiusura dei Giochi, seguito dall’apertura delle Paralimpiadi, il 6 marzo, alla presenza del Presidente della Repubblica. «Dovremo fare un grande sforzo – ammette Tommasi –. La parte burocratica e amministrativa è sempre più complicata, le interferenze e i particolari da tenere in conto sono tanti. Ma lo facciamo con spirito olimpico, sapendo che non è facile arrivare alle Olimpiadi come atleta e non è facile nemmeno organizzarle e ospitarle come amministrazione».
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Lo sguardo va infine all’eredità che l’evento lascerà alla città. «Le Olimpiadi hanno dato il metro di quello che è lo sport – conclude il sindaco –. Fin da subito si è cercata una soluzione per far fruire l’Arena di Verona a tutti e a tutte, anche dai gradini più alti, cosa che in duemila anni non era mai stata pensata». Un progetto che Tommasi definisce senza esitazioni «una grande legacy»: «Le Olimpiadi ci hanno permesso di partire dal “come” e non dal “se”. Quello che sembrava un sogno diventerà realtà, mi auguro il prima possibile».
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