Occupazioni abusive, Bertaia replica a Zivelonghi: «Grave che si ripeta»
Redazione
Continua a Verona il botta-e-risposta fra la consigliera comunale della Lista Tosi Anna Bertaia e l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi.
L’assessora aveva risposto ieri all’allarme sulle occupazioni abusive lanciato dalla consigliera Bertaia, in merito a una foto ricevuta da un cittadino, che mostra un uomo appeso agli scuri di un edificio fra via e vicolo San Giusto, in zona Duomo.
«L’assessora Zivelonghi, invece di affrontare seriamente il problema della sicurezza e delle occupazioni abusive, preferisce attaccare chi lo denuncia. Un atteggiamento inaccettabile, che dimostra l’incapacità di questa amministrazione di garantire il rispetto della legalità a Verona» dice Bertaia.
Zivelonghi chiedeva se «la consigliera Bertaia, prima di affrettarsi a divulgare la foto e scrivere il suo comunicato stampa» si fosse «accertata che chi le ha girato la foto avesse tempestivamente denunciato o segnalato il fatto alla Polizia locale, visto che nulla ci risulta pervenuto? E nemmeno alla Questura. L’altisonante linguaggio da campagna elettorale per la consigliera è evidentemente più importante del reale senso civico. Il nostro presidio è costante e con l’aiuto delle segnalazioni di cittadine e cittadini risulta ancora più puntale».
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Continua Bertaia: «Se l’immobile è monitorato “da gennaio”, come sostiene l’assessora, allora è ancora più grave che l’occupazione si ripeta indisturbata. Delle due, l’una: o le misure messe in atto finora dall’amministrazione non sono sufficienti, oppure l’amministrazione stessa sta mentendo per nascondere il suo immobilismo».
«Zivelonghi mi accusa di fare “sensazionalismo”, ma la verità è che il centrodestra denuncia da mesi la situazione di insicurezza che Verona sta vivendo e che mai aveva vissuto prima che questa Amministrazione si insediasse. La sinistra al governo della città ha fallito sul tema sicurezza e ora cerca di screditare chi solleva il problema. Ma i cittadini vedono con i loro occhi quello che accade. E la propaganda dell’amministrazione non può nascondere la realtà» conclude Bertaia.
«La consigliera Bertaia con tutto il suo story telling incalzante, sembra più un’esperta di pubblicità che la rappresentante di un’istituzione pubblica dotata di senso civico» era l’accusa dell’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi. «Con i suoi post e i suoi roboanti comunicati stampa sembra più interessata a creare sensazionalismo piuttosto che a fare un buon servizio a vantaggio dei cittadini».
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