Nel centrodestra veneto c’è agitazione: tensioni Tosi-Lega
di Alessandro Bonfante
Mentre il centrosinistra conferma già il candidato per le prossime elezioni regionali in Veneto, Giovanni Manildo, nel centrodestra si scaldano gli animi.
Il coordinatore in Veneto di Forza Italia Flavio Tosi, che negli scorsi mesi ha più volte criticato l’operato della giunta Zaia (anche durante la puntata di “Un quarto d’ora con…” che lo ha visto protagonista sui nostri canali), è tornato ad attaccare il presidente e la vicepresidente Elisa De Berti sul tema della superstrada Pedemontana. Dalla giunta Zaia è esclusa Forza Italia, nonostante il partito fondato da Berlusconi si fosse presentato nella coalizione di Zaia alle elezioni del 2020.
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Tosi ha definito la Pedemontana un «salasso per i conti regionali», accusando la giunta di aver modificato il project financing trasferendo il rischio d’impresa alla Regione fino al 2059, anziché sul concessionario, oltre a registrare un disavanzo di 49 milioni nel 2024.
Elisa De Berti, vicepresidente e assessora alle infrastrutture del Veneto, ha risposto con durezza, accusando Tosi di «una precisa volontà di mistificare la realtà» per ragioni elettorali. Ha ricordato che la Pedemontana fu approvata proprio quando Tosi era in giunta regionale con Galan e che la rinegoziazione del 2017 voluta da Zaia ha fatto risparmiare 9 miliardi di euro rispetto al contratto originario. Ha sottolineato che sia la Corte dei Conti che l’ANAC hanno giudicato regolare e migliorativa la nuova intesa.
Tosi ha di nuovo replicato a De Berti: «Se secondo Elisa De Berti la responsabilità per i contratti della Pedemontana ricade sulla Giunta Regionale del 2006, forse Elisa De Berti dovrebbe dimettersi da Vicepresidente, perché sta dando la colpa al suo attuale Presidente, che all’epoca era il Vice di Giancarlo Galan». Ovviamente il riferimento è a Luca Zaia.
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Tutto questo al netto dei continui appelli all’unità del centrodestra. Il dibattito fra alleati di governo è vivace anche a livello nazionale, pur senza arrivare allo scontro aperto che sembra esserci al momento in Veneto. Nelle scorse ore Forza Italia, con Antonio Tajani, aveva riaperto il tema dello “Ius Scholae”, da sempre osteggiato da Lega e Fratelli d’Italia.
Le recenti dichiarazioni di Pier Silvio Berlusconi, secondo cui «Ius Scholae non è una priorità», hanno provocato la reazione del consigliere regionale della Lega Filippo Rigo, che coglie la palla al balzo.
«Pier Silvio Berlusconi è stato chiaro: in Forza Italia serve un profondo rinnovamento della classe dirigente. Parole che, da Milano, arrivano fino a Verona suonando come una vera e propria bocciatura per chi, come Flavio Tosi, ha rappresentato il volto del partito in Veneto negli ultimi anni, sostenendo a più riprese anche provvedimenti come lo Ius Scholae» ha detto Rigo.

Si spinge a fare i conti in casa d’altri, il consigliere Rigo, considerando che la leadership di Flavio Tosi su Forza Italia in Veneto non sembra affatto essere il bilico al momento. «La campagna elettorale del candidato Flavio Tosi è finita ancora prima di iniziare. Mentre Forza Italia dovrà ora cercare un nuovo volto, la Lega ha già compiuto una scelta chiara di rinnovamento. Alla guida del movimento in Veneto c’è Alberto Stefani, giovane segretario regionale, radicato nel territorio e capace di unire esperienza istituzionale e visione per il futuro» conclude Rigo.
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