Meloni al Senato: «L’Italia non è in guerra e non vuole entrarci»
Redazione
Dopo la videoconferenza con i leader del G7, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata in Parlamento per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026. Al centro del dibattito, la delicata situazione in Medio Oriente e il posizionamento internazionale dell’Italia.
Il fronte mediorientale e il ruolo dell’Italia
Secondo la premier, la crisi attuale è «una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni che impone di agire con serietà». In merito alle azioni intraprese da Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano, Meloni ha chiarito la posizione del Governo: «È un intervento a cui l’Italia non prende parte e non intende prendere parte». La presidente ha poi sottolineato con fermezza: «Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra».
Il nodo delle basi Usa
Sul tema sensibile delle basi militari americane in Italia, la premier ha smentito l’esistenza di nuove istanze: «A oggi non è pervenuta alcuna richiesta». Meloni ha spiegato che eventuali decisioni spetterebbero comunque al Parlamento, citando il parallelo con il governo spagnolo per ribadire che l’Italia si sta muovendo nel solco degli accordi bilaterali vigenti, senza alcun isolamento internazionale.
Il voto del Senato e l’apertura alle opposizioni
L’Aula del Senato ha già approvato la risoluzione di maggioranza con 102 voti favorevoli. Il documento impegna il Governo a condannare il ruolo dell’Iran nella regione e a potenziare la sicurezza delle frontiere europee. Tra gli obiettivi figurano anche il sostegno alle missioni marittime “Aspides” e “Atalanta”.
In chiusura del suo intervento, la premier ha lanciato un appello alla coesione nazionale, dichiarandosi «disponibile a un tavolo con le opposizioni a Palazzo Chigi» già dai prossimi giorni, per affrontare la stagione di crisi con uno spirito costruttivo.
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