Matteo Pressi: «Vorrei portare in Regione il metodo concreto di un sindaco»
Redazione
All’indomani delle elezioni regionali, Matteo Pressi, sindaco di Soave e candidato della Lega, è entrato in studio per commentare il risultato che lo ha portato in Consiglio regionale con 9.621 preferenze. Nell’intervista ripercorre i momenti chiave della campagna elettorale, il lavoro sul territorio e gli obiettivi che intende portare avanti nella nuova esperienza istituzionale.
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La Lega in provincia di Verona ha ottenuto il 34,68%. Lei si è posizionato terzo dietro a Zaia ed Elisa De Berti: 9.621 preferenze. Partiamo da questo numero.
Sì, e che nemmeno mi aspettavo sinceramente. Durante la campagna elettorale capisci se l’aria è buona: andando nei mercati vedi se le persone ti incontrano volentieri. Ho fatto la campagna “come una volta”, nei mercati, e quando qualcuno si ferma e ti dice “ti conosco”, senti che sei ben voluto. Che poi il risultato fosse questo… non me l’aspettavo.
Ha raccolto grandi consensi soprattutto nell’Est veronese, ma si è parlato di lei un po’ in tutta la provincia. Anche a livello comunicativo si è mosso bene e con grande anticipo.
È nata prima dell’estate. Con Alberto Stefani ne abbiamo parlato tra luglio e agosto, quando lui era in ballo come candidato presidente. Poi il lavoro quotidiano di contatto con le persone. Credo che il mio biglietto da visita sia ciò che ho realizzato a Soave, insieme a tante persone. Comunicare che esiste un modo positivo di fare politica, dove le cose si discutono ma poi si realizzano. Se le persone vedono l’esempio concreto, ti danno fiducia.
A proposito di Stefani, anche lui ha ottenuto un grande risultato in provincia di Verona, dove era meno conosciuto. Un successo imprevisto per la Lega.
Sì, ed è un po’ figlio del timore: ad agosto i sondaggi non erano favorevoli. Ci siamo messi tutti di buona lena, anche i candidati non eletti. Era una lista molto competitiva. Sono contento del mio risultato, ma ancora più del fatto che abbiamo portato la Lega in alto. Qualcuno stava preparando il nostro funerale… Io ho 32 anni, mi sono iscritto alla Lega a 14. Ho distribuito migliaia di volantini e attaccato migliaia di manifesti. Pensare che fossimo noi a “spegnere la luce”… allora abbiamo tirato fuori l’orgoglio e abbiamo fatto campagna come sappiamo fare. A volte la paura fa bene.
Guardando oltre: entrerà in Consiglio regionale. Che valore aggiunto pensa di portare? Su cosa vorrebbe puntare?
Vorrei portare la mia esperienza da sindaco e il metodo di lavoro che un sindaco deve avere: badare alle cose concrete, realizzare ciò che serve davvero alle persone senza perdere tempo in discorsi ideologici. E poi cercare di andare d’accordo tra consiglieri veronesi: spesso siamo stati molto litigiosi e divisi. Se tu sei diviso, gli altri che sono uniti ce la fanno prima. Vorrei un approccio concreto.
A chi dedica questa vittoria, oltre ai cittadini che l’hanno votata?
Alla Lega, perché senza la Lega nessuno di noi esisterebbe. Non parlo del simbolo, ma delle persone: rappresentanti, iscritti, militanti che la domenica montano il gazebo e fanno tutto ciò che serve. Questa è la differenza: se un partito esiste solo per il leader, poi alle regionali – dove ci sono le preferenze – tutto si sgonfia. Se invece è fatto da persone in carne e ossa, anche nei momenti difficili i risultati arrivano. Viva la Lega e i nostri militanti.
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