Maddalena Morgante a Daily: «Meloni un modello soprattutto per noi donne»
di Alessandro Bonfante
Un quarto d’ora con… Maddalena Morgante
A pochi mesi dalle elezioni regionali del Veneto, “Un quarto d’ora con…” incontra Maddalena Morgante, deputata di Fratelli d’Italia. Eletta alla Camera nel 2022, dopo un’esperienza in Consiglio comunale a Verona, Morgante porta avanti una linea chiara e convinta sui temi della famiglia, della natalità e dei cosiddetti “valori non negoziabili”, sui quali rivendica coerenza e determinazione.
Forte il legame con la sua città, dove ha voluto far partire la campagna nazionale “Io ti ascolto“, promossa per sensibilizzare sul ruolo educativo dei genitori e per prevenire bullismo, dipendenze e devianze giovanili. Morgante sottolinea inoltre il ruolo di Giorgia Meloni, «prima presidente del Consiglio donna e mamma».
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Una sintesi dell’intervista
Siamo oltre la metà della legislatura. Come sta vivendo questa sua prima esperienza alla Camera dei Deputati?
È un’esperienza bellissima, carica di responsabilità, soprattutto per il particolare momento storico che stiamo vivendo. Sono felicissima: il primo giorno in Aula ho ricordato con emozione mio nonno, che ha seduto per quattro legislature in quegli stessi banchi. A lui dedico questa mia legislatura. Lavoro nella Commissione Affari sociali e sanità, nella Giunta per le elezioni – dove sono segretario – e nella Commissione bicamerale d’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Sono tematiche che mi stanno molto a cuore, in particolare quelle legate alla famiglia.
Giorgia Meloni è una figura simbolo anche per questi temi. Come giudica la sua leadership?
È una figura di spicco a livello nazionale e internazionale, un modello soprattutto per noi donne. È la prima presidente del Consiglio donna, ma anche mamma. Ha portato avanti con serietà, coraggio e determinazione gli impegni presi in campagna elettorale. Dopo mille giorni, possiamo parlare di un governo dei record: record di occupazione – oltre il 62%, con 1.000 nuovi occupati al giorno – e record di occupazione femminile, al 54%. Abbiamo aumentato i rimpatri, stanziato oltre 4 miliardi per la famiglia in tre leggi di bilancio, sostenuto scuola e forze dell’ordine.
Un esempio concreto?
Penso all’aumento del congedo parentale: tre mesi, grazie alle ultime tre leggi di bilancio, con un’indennità salita fino all’80%. Abbiamo introdotto il nido gratuito a partire già dal primo figlio e incentivato l’assunzione di mamme e giovani. Ma non bastano le misure economiche: serve una leva culturale. Per questo è importante che per la prima volta esista un Ministero che si chiama «Famiglia, Natalità e Pari opportunità»: è un segno forte, frutto di una visione politica a sostegno della genitorialità.
Nel partito lei è responsabile del dipartimento Famiglia e valori non negoziabili. Che iniziative sta portando avanti?
Sono responsabile nazionale per Fratelli d’Italia del dipartimento Famiglia e valori non negoziabili. Insieme al senatore Balboni abbiamo lanciato la campagna “Io ti ascolto”, come attenzione alla famiglia e contro bullismo e cyberbullismo. È un appello ai genitori: tornare protagonisti nell’ascolto dei figli. La famiglia per noi è composta da una mamma e un papà. La scuola, lo sport, il volontariato sono fondamentali, ma i genitori restano i primi educatori. Con questa campagna vogliamo promuovere il dialogo, come prevenzione e come cura. Siamo partiti da Verona e abbiamo girato l’Italia: Bologna, Firenze, Torino, Milano, presto Catania e poi Roma.
Guardando al Veneto, si chiude l’epoca Zaia. Che bilancio ne fa?
Sicuramente positivo. E noi saremo sempre per il centrodestra unito: l’unità è un modello vincente. Detto questo, i numeri contano. Fratelli d’Italia ha una classe dirigente preparata e in crescita. Alle ultime europee abbiamo toccato il 38%. Ci piacerebbe che il prossimo governatore fosse del nostro partito. Ma sarà una scelta discussa a livello nazionale, sempre in un’ottica di coalizione.
Su alcuni temi etici ci sono state divisioni nella coalizione. Come vede la questione?
È un tema complesso. Penso, per esempio, alla battaglia contro il suicidio assistito. Fratelli d’Italia ha una posizione granitica: la vita è un valore non negoziabile, il primo fra tutti i diritti. Senza la vita, non ci sono né parola, né pensiero, né diritto alla cura.
Verona è davvero dimenticata in Veneto o è solo un luogo comune?
Verona non esprime un governatore da decenni. Il territorio veronese – penso al Lago di Garda – ha numeri turistici impressionanti. Il prossimo governatore dovrà tenerne conto. Verona è una città bellissima, strategica: ha autostrade, lago, montagne, colline, aeroporto. Serve più attenzione.
Ha avuto anche una breve esperienza da consigliere comunale. Come giudica l’attuale amministrazione di centrosinistra?
Basta camminare per la città. Tanti cittadini – anche elettori dell’attuale giunta – mi dicono di non essere soddisfatti. C’è un senso di insicurezza, le strade piene di buche, la città non è pulita. E prevale un buonismo che non funziona. Lo abbiamo visto con i tragici fatti in stazione: noi stiamo sempre dalla parte delle forze dell’ordine.
Cosa le chiedono i cittadini quando la incontrano?
A livello nazionale, soprattutto misure per aiutare le giovani coppie: mutui, asili nido, parchi gioco. A livello locale, la richiesta più frequente riguarda il fenomeno delle baby gang.
Domanda finale: fuori dalla politica, come passa il tempo libero Maddalena Morgante?
Faccio la mamma. E faccio l’avvocato.
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Un quarto d’ora con…
“Un quarto d’ora con…” è la nuova trasmissione di Verona Network, prodotta dalla redazione di Daily Verona e in onda su Radio Adige TV. Un format snello, diretto e di attualità, pensato per offrire uno spazio di confronto con i rappresentanti veronesi nelle istituzioni: consiglieri regionali, deputati, senatori ed europarlamentari, chiamati a raccontare progetti, priorità e visioni per il futuro del territorio.
A condurre il programma, in onda ogni martedì sera fino al 29 luglio alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv, è Alessandro Bonfante con il direttore di Daily Verona Matteo Scolari, tra interventi e momenti di analisi, con uno sguardo rivolto anche alle prossime elezioni regionali.
Tutte le interviste di “Un quarto d’ora con…“:
- Stefano Valdegamberi: «Più sanità, meno carri armati. E Verona torni protagonista»
- Alberto Bozza: «In Veneto negli ultimi anni qualcosa si è inceppato»
- Marco Andreoli: «Zaia ha fatto la storia in Veneto, è una risorsa per tutti»
- Aurora Floridia: «Il cambiamento climatico non ha confini. Ma Meloni poco sensibile»
- Flavio Tosi: «Fine della “monarchia” Zaia, ora Verona batta i pugni»
- Enrico Corsi: «La Lega è cambiata, serve una riflessione profonda»
- Anna Maria Bigon: «Liste d’attesa della sanità azzerate in Veneto? Magari…»
- Stefano Casali: «L’autonomia è prevista della Costituzione, non è un’invenzione»
- Tomas Piccinini: «Un presidente veronese farebbe bene al Veneto»
- Alessandra Sponda: «Zaia è il Veneto. Ogni elezione fa storia a sé»
- Paola Boscaini: «Zaia rispondeva, ma poi non concretizzava»
- Elisa De Berti: «In Veneto il salto di qualità sui trasporti è evidente»
- Matteo Gelmetti: «Con Meloni l’Italia ha un altro peso. Verona deve fare squadra»
- Ciro Maschio: «La lezione di Verona ci è bastata: centrodestra unito per il Veneto»
- Paolo Tosato: «Dopo Zaia serve serietà, niente “fenomeni”»
- Marco Padovani: «Sono certo della vittoria del centrodestra in Veneto»
- Daniele Polato: «Io sindaco di Verona? Saprei già cosa fare nei primi 100 giorni»
- Paolo Borchia: «Il Green Deal è una seconda pandemia per le imprese europee»
- Maddalena Morgante: «Meloni un modello soprattutto per noi donne»
- Filippo Rigo: «Zaia ha portato il Veneto alla credibilità internazionale»
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