Liste d’attesa, Boscaini: «Il Veneto non brilla per puntualità». Lanzarin: «Accuse infondate»
Redazione
Il tema delle liste d’attesa sanitarie infiamma il dibattito politico anche in Veneto, con un acceso confronto tra l’on. Paola Boscaini, deputata veronese di Forza Italia, e Manuela Lanzarin, assessora regionale alla Sanità. La polemica si inserisce nel contesto dell’impegno nazionale per il miglioramento dell’accesso alle cure e il monitoraggio delle prestazioni, ma evidenzia anche tensioni interne allo stesso centrodestra.
A far scattare la scintilla è stata una nota diffusa da Boscaini lunedì 26 maggio, in cui la parlamentare sottolinea che «sulle liste d’attesa c’è un problema anche in Veneto», aggiungendo che «la Regione non sembra essere puntuale e precisa nel fornire al Governo i dati reali per il monitoraggio nazionale».
L’affondo prosegue con il riferimento al Ministro della Salute Orazio Schillaci: «Quando ha parlato di best practices ha citato una serie di Regioni, ma non il Veneto». Secondo Boscaini, la scelta del Governo di centralizzare il monitoraggio tramite una nuova piattaforma nazionale è stata «inevitabile», segnale della volontà di affrontare con decisione un problema molto sentito dai cittadini.
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L’onorevole entra poi nel merito delle risorse assegnate, puntando il dito su presunte inefficienze regionali. «Al Veneto sono stati dati 41,5 milioni nel 2024, 23 milioni al pubblico e 18,5 ai privati convenzionati, i 23 milioni al pubblico non è dato a sapere se sono stati spesi o sono rimasti nei bilanci delle aziende», scrive. E ancora: «Nel 2025 sono stati dati 45 milioni ai privati convenzionati, che però non sono ancora stati distribuiti (e siamo a fine maggio!)».
Parole che hanno suscitato la pronta reazione di Manuela Lanzarin, che ha bollato le affermazioni della collega come «accuse infondate» e «polemica senza fondamento».
Nel suo comunicato, l’assessora ribatte punto per punto, ricordando che «il Veneto ha speso integralmente le risorse assegnate per abbattere le liste d’attesa, aggiungendo fondi propri regionali». I numeri, secondo Lanzarin, parlano chiaro:
- Nel 2023 sono stati «impiegati 29,1 milioni di euro»;
- Nel 2024 i 41,5 milioni assegnati sono stati «già interamente utilizzati»;
- Nel 2025, con DGR 333 del 1° aprile, sono stati «stanziati 42,3 milioni, di cui 22,3 per prestazioni aggiuntive del personale e 20 per acquisti da privati accreditati».
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A ulteriore dimostrazione della gestione virtuosa, Lanzarin evidenzia che «nel 2022 furono utilizzati oltre 65 milioni di euro, anche grazie a risorse vincolate degli anni precedenti».
Un altro punto contestato è quello dell’avanzo di cassa. Secondo Boscaini, la Regione avrebbe «un avanzo di cassa di quasi 450 milioni di euro» nel 2024, ma Lanzarin ribatte con fermezza: «Il dato di un presunto “avanzo di cassa” è semplicemente falso. Non esiste avanzo libero disponibile per la spesa corrente, ma fondi già impegnati per prestazioni, contratti e investimenti vincolati».
Infine, l’assessore respinge l’accusa di mancanza di trasparenza nei confronti dello Stato: «Il Veneto è tra le poche Regioni in equilibrio di bilancio e con monitoraggi regolari trasmessi a Roma. Le insinuazioni dell’on. Boscaini sono dunque una polemica sterile, smentita dai numeri».
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