L’Estate del Teatro Romano “cambia musica” (con polemica)
di Alessandro Bonfante
L’Amministrazione Tommasi rivendica la scelta di cambiare sistema, passare da una gara pubblica. L’ideatrice del Rumors Festival rivendica i grandi successi in dodici edizioni e scrive, in un post di commiato su Facebook: «Non mi permettono più di fare cultura in questa città».
Il nodo è quello dell’organizzazione della sezione musicale dell’Estate Teatrale Veronese. Non solo Shakespeare, classici greci e Momics: l’Estate Teatrale Veronese è un festival multidisciplinare che comprende prosa, danza e musica dal vivo. Negli ultimi anni – con grandi successi – sul palco si sono alternate nel corso della bella stagione le rassegne “Rumors Festival” curata da Elisabetta Fadini, e “Verona Jazz”, curata da Ivano Massignan.
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Già per la rassegna in toto quest’anno c’è aria di cambiamento, con i saluti a Carlo Mangolini e la ricerca di un nuovo direttore artistico del Comune di Verona attraverso una commissione giudicatrice da poco nominata.
Per individuare l’organizzatore della sezione musicale della rassegna l’Amministrazione ha deciso di fare ricorso a una gara pubblica aperta a tutti gli operatori del settore, «con l’obiettivo di rinnovarne le proposte sia per l’affezionato pubblico scaligero che per gli appassionati dei diversi generi» spiega una nota di Palazzo Barbieri.
Sono stati quindi raccolti diversi progetti artistici, per i quali era stato previsto che dovessero includere almeno otto serate musicali diverse, con un livello qualitativo in linea con le edizioni passate, aprendo a linee curatoriali nuove purché coerenti con l’offerta complessiva del festival.
La società scelta è stata Eventi Verona srl di Ivano Massignan, con una proposta di dieci serate di musica dal vivo con artisti dall’Europa e dal mondo, oltre che cantanti e musicisti italiani.
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Il rammarico di Elisabetta Fadini
L’ideatrice e direttrice artistica di Rumors Festival Elisabetta Fadini si è aperta in un lungo post su Facebook, dove ripercorre le emozioni e i successi della rassegna, arrivata nel 2013 per la prima volta sul palco del Teatro Romano. «Non ho mai pensato ai numeri, ma ho sempre pensato che i numeri fossero la conseguenza di quella gigantesca forza che solo l’arte può dare, e così sono arrivati i numeri, e così tanti sold out» racconta.
E in chiusura aggiunge, con evidente rammarico: «Ho voluto tanto bene a Verona e volevo tutto il suo bene, ma non mi permettono più di fare cultura in questa città».
In un commento, a chi chiedeva informazioni sul mancato rinnovo del Rumors Festival, Fadini scrive: «Evidentemente fare bene significa farsi odiare e invidiare, fare cultura qui non va bene».

L’assessora Ugolini sostiene la strada della gara pubblica
Dall’Amministrazione comunale è stata diffusa una nota che spiega le motivazioni della gara pubblica.
«È stato utile adottare questo tipo di selezione dell’operatore – ha dichiarato l’assessora alla cultura Marta Ugolini – non solo per evidenti ragioni di trasparenza, ma anche perché si sono raccolti progetti in grado di ripensare e rilanciare l’offerta musicale proposta nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese. Si offre alla città un cartellone più ricco e articolato rispetto agli anni passati e questo, al di là della denominazione della rassegna, costituisce sicuramente un miglioramento».
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«Non vediamo l’ora di accogliere i veronesi e i turisti al Teatro Romano, per condividere insieme serate all’insegna della musica e della curiosità, serate che possono essere godute come singoli eventi o come un percorso di scoperta dove si intrecciano influenze, narrazioni e tradizioni vicine e lontane» ha aggiunto l’assessora.

I primi nomi noti per l’estate 2025 al Teatro Romano
Per il 13 luglio è in programma il concerto di Jack Savoretti. In calendario anche Goran Bregovic, il musicista e compositore balcanico più celebre al mondo – atteso anche a Sanremo per un duetto con Olly – affiancato dalla sua Wedding and Funeral Band. Nel cartellone sarà presente anche Stefano Bollani con Trilok Gurtu.
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