Legnago, oltre il nuovo ospedale: la visione della Cisl Fp Verona
di Alessandro Bonfante
Con un investimento pari a 210 milioni di euro, a Legnago è in corso la realizzazione di un nuovo ospedale, destinato a diventare uno dei poli sanitari più rilevanti del territorio veronese. Ma per la Cisl Funzione Pubblica di Verona, questa imponente opera infrastrutturale rappresenta anche l’occasione per ripensare l’organizzazione complessiva dei servizi alla persona sul territorio. Una visione presentata anche negli scorsi giorni con altri sindacati veronesi.
In un recente comunicato stampa a firma del segretario Giovanni Zanini, il sindacato lancia una proposta articolata e ambiziosa: utilizzare l’area dell’attuale ospedale – che verrà dismesso a seguito della costruzione della nuova struttura – per dar vita a una “cittadella della salute”. Un’area multifunzionale e integrata in cui coesistano strutture sanitarie e sociali, in una logica di presa in carico globale e continuativa dei bisogni delle persone.
LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra

Una proposta orientata all’integrazione
L’obiettivo dichiarato della Cisl Fp Verona è quello di superare la frammentazione attuale dei servizi, offrendo una risposta integrata ai bisogni sanitari, sociali e assistenziali della popolazione. L’area oggi occupata dal vecchio presidio sanitario – evidenzia il sindacato – potrebbe ospitare sia servizi sanitari territoriali che strutture a supporto delle fragilità sociali, configurandosi come un modello innovativo di welfare territoriale.
Per l’ambito sanitario, la proposta prevede la creazione di una rete di servizi essenziali, tra cui:
- Ospedale di Comunità
- Unità Riabilitativa Territoriale
- Hospice
- Casa della Comunità
- Medicine di Gruppo Integrate
- Centrale Operativa Territoriale
- RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale)
- IPAB
Secondo la visione sindacale, questi servizi, se integrati tra loro e ben coordinati, permetterebbero di garantire l’erogazione completa dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) in modo più efficiente e accessibile, riducendo anche il carico sugli ospedali per i casi non acuti.
LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri
L’ambito sociale: un polo per le fragilità
Accanto ai servizi sanitari, nella visione della Cisl Fp Verona, dovrebbe trovare spazio anche un polo sociale. Qui si potrebbero concentrare attività e strutture dedicate a:
- Persone in condizione di povertà
- Anziani non autosufficienti
- Disabili
- Dipendenze patologiche
- Immigrati
- Famiglie fragili e minori
- Nomadi
Una visione, questa, che tiene conto della recente introduzione degli ATS (Ambiti Territoriali Sociali), previsti dalla Legge Regionale 9/2024, che definisce nuove modalità organizzative per l’integrazione sociosanitaria. La “cittadella della salute” potrebbe diventare un luogo pilota per testare e attuare questi nuovi modelli organizzativi, in una logica di sinergia tra enti locali, ULSS e terzo settore.
LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni
Un approccio sistemico: personale e finanziamenti
Uno dei punti centrali della proposta è anche la riorganizzazione del personale e la definizione delle competenze professionali. Secondo il sindacato, è necessario garantire:
- Un’adeguata dotazione di personale, sia comunale che dell’ULSS 9 Scaligera
- La corretta remunerazione delle prestazioni, secondo il nomenclatore tariffario
- Una pianificazione coerente dei piani di cura, in base alle specifiche esigenze dell’utenza
La Cisl Fp Verona sottolinea come la creazione di un sistema integrato di servizi potrebbe migliorare l’efficienza complessiva dell’offerta, semplificare l’accesso e ridurre i tempi di risposta per i cittadini, oltre a garantire una maggiore appropriatezza delle prestazioni.
Una visione a lungo termine
«Non si tratta solo di realizzare nuove strutture – si legge nel comunicato firmato dal segretario Giovanni Zanini – ma di cogliere l’opportunità storica di dare finalmente forma a un sistema in cui la persona sia davvero al centro, ordinando a essa le scelte di Stato e società, non solo quelle del mercato».
In altre parole, l’intento della Cisl Fp Verona è quello di contestualizzare e attualizzare i principi della riforma sanitaria del 1978, ovvero la legge n. 833 che sancì la nascita del Servizio Sanitario Nazionale. Un intento che si incrocia oggi con i processi di riforma in atto a livello regionale.
Legnago come laboratorio territoriale
La proposta sindacale, pur ancora in fase progettuale, apre il dibattito su come affrontare le sfide del futuro in ambito sociosanitario. L’invecchiamento della popolazione, le disuguaglianze territoriali e l’aumento delle fragilità richiedono modelli nuovi e più articolati, capaci di integrare funzioni e risorse.
Legnago potrebbe quindi diventare un laboratorio territoriale per l’applicazione di queste nuove strategie, un punto di riferimento per l’intero Veneto e non solo.
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita







