Lega verso il congresso, Borchia: «Autonomia è parola chiave»

di Alessandro Bonfante

| 25/03/2025
Mancano pochi giorni al congresso federale della Lega, il 5 e 6 aprile a Firenze. Facciamo il punto con il segretario provinciale Paolo Borchia.

Il prossimo congresso federale della Lega, previsto per il 5 e 6 aprile a Firenze, rappresenta un momento cruciale per il partito guidato da Matteo Salvini.

Al congresso parteciperanno oltre 400 delegati eletti nei congressi regionali, parlamentari e membri di diritto. Matteo Salvini è attualmente l’unico candidato alla segreteria, con la possibilità di essere riconfermato per acclamazione. Il congresso sarà un’occasione per discutere temi fondamentali come l’autonomia e il federalismo fiscale.

A margine della riunione di ieri nella sede della Provincia di Verona dedicata al collettore del Garda, abbiamo incontrato il segretario provinciale della Lega Paolo Borchia, in un momento in cui la pressione nel centrodestra, con il ritorno di Forza Italia e la crescita ormai confermata di Fratelli d’Italia, si fa sentire.

«Siamo consapevoli del fatto che abbiamo tanto da lavorare, però la voglia di lavorare non manca, non mancano le idee. Personalmente mi auguro che sia un congresso federale di contenuti, dove esca una linea forte, una linea strutturata, una linea che possa essere convincente nei confronti dei territori» dice Borchia.

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«Le mozioni in arrivo dal Veneto richiamano l’autonomia decisionale dei territori e il termine autonomia diventa la parola chiave, anche perché è la madre di tutte le battaglie che stiamo portando avanti, nonostante le tante difficoltà che ci vengono poste a livello romano. Però ci avviciniamo a questo congresso con con tanta voglia di fare, anche con una certa fiducia».

Le voci dissonanti, rispetto alla leadership di Matteo Salvini, si fanno sentire sempre più spesso. Borchia non è preoccupato dai “malpancisti”? « Mah insomma… Ricordo che l’autonomia si è avvicinata in maniera decisiva con Matteo Salvini alla segreteria federale e con Luca Zaia alla presidenza della regione, per cui oggettivamente io penso che dobbiamo guardare i risultati, poi i “malpancisti” sempre ci sono stati e sempre ci saranno in tutti i partiti».

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