Le imprese chiedono investimenti alla politica: via alla campagna elettorale
Redazione
Con l’annuncio del candidato del centrodestra avvenuto ieri sera, parte davvero la campagna elettorale in vista delle elezioni regionali in Veneto.
Sanità e sociale sono i temi che fin qui sembrano essere più caldi sia per il candidato del centrosinistra, Giovanni Manildo, sia per quello del centrodestra, Alberto Stefani. Ma il mondo delle imprese si fa sentire. Come ha già fatto Confartigianato Imprese Veneto, ora anche Confimi Industria Veneto – che rappresenta le piccole e medie imprese – prepara la lista di richieste per la politica.
Oltre ai due già citati, altri candidati previsti sono Riccardo Szumski, Lorenzo Damiano e Fabio Bui.
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Il “Manifesto per la Politica”
Con il “Manifesto per la Politica” Confimi Industria Veneto porta la voce delle PMI al centro del dibattito elettorale. La Federazione veneta dell’Industria manifatturiera e dell’Impresa privata ha presentato ufficialmente il proprio position paper che raccoglie le principali istanze delle aziende in vista delle elezioni regionali del Veneto del 23 e 24 novembre.
«Si tratta di una piattaforma di proposte e richieste concrete, frutto del confronto quotidiano con gli imprenditori, per mettere al centro della prossima legislatura la competitività e la sostenibilità del sistema produttivo veneto», spiega la presidente di Confimi Industria Veneto Maria Carlesi. «Ora che il quadro politico si sta delineando con maggiore chiarezza in vista delle elezioni regionali, la nostra Associazione punta ad avviare con i candidati un dialogo, che parte dalle esigenze reali delle imprese, con l’obiettivo di stimolare politiche capaci di sostenere chi crea lavoro, innovazione e ricchezza nel nostro territorio. Il Veneto delle PMI non chiede assistenza, ma regole più semplici, infrastrutture moderne e strumenti che gli permettano di competere in un mercato sempre più complesso e globale. Vogliamo che il nostro territorio sia attrattivo per le nuove generazioni e offra opportunità di crescita adeguate alle aspettative».
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Il manifesto mette in evidenza, tra le priorità, la necessità di un forte investimento sul capitale umano: dal sostegno alla formazione tecnica e professionale all’apprendistato, fino a misure concrete per favorire la partecipazione femminile al lavoro, puntando ad attrarre lavoratori qualificati dall’estero. Centrale anche il tema della digitalizzazione, con la richiesta di accelerare il completamento della banda ultra larga nelle aree industriali e artigianali e l’introduzione di un Voucher Digitale dedicato alle PMI.
Grande attenzione è riservata inoltre all’efficientamento energetico e alla sostenibilità ambientale, con la proposta di creare un Fondo per le energie rinnovabili a sostegno delle imprese e di rendere più accessibili le tariffe energetiche, valutando anche il disaccoppiamento dei prezzi di gas ed elettricità e la riduzione del carico fiscale su gas, elettricità e benzina. Non mancano poi i capitoli dedicati alla semplificazione burocratica, all’accesso alla casa per lavoratori italiani e stranieri, al rafforzamento della sanità e alla sicurezza del territorio e, non meno importante, alle infrastrutture strategiche, «compresa la rete autostradale da potenziare rapidamente, perché inadeguata, con il rischio che gli investimenti fatti negli ultimi anni per estenderla risultino vani».
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«Il Veneto – aggiunge Carlesi – ha bisogno di una politica regionale che investa su formazione, innovazione, energia sostenibile e infrastrutture. Sono temi che riguardano direttamente la vita quotidiana delle nostre imprese e delle nostre comunità. Confimi Industria Veneto è pronta a collaborare con chi guiderà la Regione per costruire insieme una visione di sviluppo che tenga insieme crescita economica, sostenibilità e coesione sociale».
Il Manifesto di Confimi Industria Veneto, conclude la presidente, «si propone quindi come un riferimento per il dibattito elettorale e come una base concreta per le future politiche regionali a sostegno delle piccole e medie imprese, che continuano a costituire l’ossatura dell’economia veneta».
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