La veronese Beatrice Verzè si candida alle elezioni regionali
Redazione
Beatrice Verzè, presidente di Traguardi e capogruppo in Consiglio comunale a Verona per il movimento che sostiene il sindaco Tommasi, ufficializza la candidatura alle prossime elezioni regionali.
Sabato 13 settembre sarà svelato il nome della lista progressista a sostegno di Giovanni Manildo, intanto Beatrice Verzè traccia i temi del proprio impegno politico e della sua campagna elettorale.
«La mia candidatura nasce da un’urgenza: quella di portare la voce di una generazione che non ha spazio in politica e nelle politiche regionali – spiega Verzè, classe 1996 -. La Regione ha una possibilità enorme di incidere sulle vite delle persone, e dei giovani nello specifico, parlo di trasporti, casa, welfare. Eppure, lo fa in maniera assolutamente inefficace e del tutto insufficiente. La mia candidatura vuole rappresentare e portare una voce nuova, civica, concreta perché se si parla di giovani veniamo chiamati in causa solo quando facciamo comodo, ma per noi i costi di affitti e delle case sono insostenibili e i servizi inadeguati, quando ci sono».
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Se si parla di trasporti, «chi vive fuori dai grandi centri urbani è fortemente penalizzato. Famiglie, studentesse, studenti, lavoratori devono fare i salti mortali per spostarsi. Altro che ‘regione modello’, in Veneto il diritto alla mobilità è di fatto negato» aggiunge Verzè.
Per quanto riguarda la casa, anche per chi ha un reddito stabile le difficoltà non mancano. «Lo viviamo, ogni giorno sulla nostra pelle. Serve un piano abitativo che tuteli le fasce più vulnerabili, sempre più numerose, e che ampli l’offerta attraverso un dialogo tra pubblico e privato. La casa non è un privilegio, è un diritto».
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Strettamente legato al tema casa c’è la famiglia. «Le famiglie oggi sono tante e diverse – analizza Verzè – monoparentali, omogenitoriali, famiglie con persone con disabilità, con figli piccoli o anziani da accudire. Dobbiamo costruire politiche che abbraccino questa complessità e la sostenga. Penso a un welfare di prossimità, al potenziamento dei servizi educativi e sociali, su tutti gli asili nido, a un sostegno economico strutturale per l’affitto o il mutuo e per chi si prende cura di familiari».
Come lista, l’obiettivo è portare in Regione un modo diverso di fare politica, che nasce dal basso e coinvolge le comunità. Un modello che già esiste a livelli locale e che funziona. «Vogliamo costruire un territorio dove restare non sia una scelta di ripiego ma desiderata, dove anche con uno stipendio normale si possa trovare una casa. Vogliamo costruire una regione in cui la parità di genere sia effettiva e reale, utilizzando anche strumenti che ci permettano di capire l’impatto delle nostre politiche sulle donne».
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