La Fondazione Bentegodi accusa il Comune di Verona di «immobilismo»
Redazione
«La verità è semplice: sulla nuova sede della Fondazione Bentegodi il Comune di Verona non ha fatto praticamente nulla». A dichiararlo sono il Presidente della Fondazione Bentegodi, Giorgio Pasetto, e il vice-presidente Francesco Todeschini, che denunciano «un immobilismo imbarazzante» da parte dell’Amministrazione comunale.
Da tempo la Fondazione segnala l’urgenza di una nuova sede adeguata alle attività sportive e sociali che svolge. «Siamo un’istituzione storica di questa città, ma veniamo trattati come un fastidio da spostare più avanti», affermano. «Riunioni inconcludenti, promesse vaghe e nessuna decisione concreta: è questo il quadro».
Particolarmente significativa questa presa di posizione, considerando che il consiglio di amministrazione della Fondazione è nominato dal sindaco di Verona.
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La Bentegodi, fondata nel 1868, è tra le realtà sportive più radicate e riconosciute del territorio. «Abbiamo formato generazioni di veronesi, ma oggi dobbiamo lavorare in condizioni che una città seria non tollererebbe nemmeno per una piccola società dilettantistica».
Proprio oggi, nella Giornata mondiale della disabilità, la Fondazione sottolinea che l’attuale sede presenta numerose barriere architettoniche che limitano l’accesso e la partecipazione di atleti, famiglie e cittadini con disabilità. «È paradossale – dichiarano Pasetto e Todeschini – che nel 2025 una realtà come la nostra, che dovrebbe essere un luogo aperto e inclusivo, debba fare i conti con spazi che non garantiscono pari opportunità a tutti. E mentre noi affrontiamo ogni giorno queste difficoltà concrete, dal Comune continuano a non arrivare risposte».
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I due dirigenti sottolineano come l’attesa sia diventata insostenibile: «Da Palazzo Barbieri ci aspettiamo risposte vere, non altri mesi di fumo negli occhi. La città merita chiarezza. Noi pretendiamo una data, un progetto e un cronoprogramma. Il resto sono solo scuse».
La Fondazione chiede all’Amministrazione: «Una data certa per la presentazione del progetto della nuova sede, un cronoprogramma pubblico e verificabile, un’assunzione di responsabilità politica chiara, senza ulteriori rinvii».
«La Bentegodi non resterà più in silenzio» concludono. «Se il Comune pensa di poter continuare a rimandare, si sbaglia. D’ora in poi chiameremo le cose con il loro nome».
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