Incontro Zaia-Salvini, tanti nodi da sciogliere

di Alessandro Bonfante

| 05/09/2025
Lungo incontro ieri a Venezia fra il presidente uscente del Veneto e il leader della Lega. Quasi un'ora a Palazzo Balbi: difficile pensare che si sia parlato solo di Olimpiadi.

Durante un punto stampa di qualche giorno fa, oltre alla battuta su Vannacci che dovrebbe fare «il leghista», il presidente del Veneto Luca Zaia aveva sminuito l’incontro in programma con il leader della Lega Matteo Salvini. «Parleremo di Olimpiadi» aveva detto.

Difficile credere che ieri, nell’incontro durato almeno tre quarti d’ora a Palazzo Balbi, Zaia e Salvini abbiano parlato solo di quello. Con le elezioni regionali che incombono, la scelta del candidato ancora da definire e proprio nel giorno della visita di Roberto Vannacci alla festa della Lega di Oppeano.

Sicuramente le Olimpiadi e le infrastrutture collegate sono un tema importante, da discutere con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (Salvini). Ma i temi politici sono troppo scottanti, da affrontare con il leader della Lega (Salvini).

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Sono tanti i temi in ballo. Sembra che i leader nazionali, per prendere una decisione sul Veneto, vogliano attendere il risultato nelle Marche, dove si vota il 28 e 29 settembre. Perché il tira-e-molla fra Fratelli d’Italia – che rivendica una grande crescita in Veneto – e la Lega sul candidato presidente continua. La vittoria di Acquaroli (FdI) nelle Marche, aumenterebbe la possibilità di un candidato del Carroccio in Veneto. Ma allora FdI chiederebbe assessorati di peso. Per non parlare di Forza Italia che scalpita e a sua volta rivendica il terreno recuperato rispetto alla Lega (ma questo dipenderà più dagli effettivi risultati al voto).

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Poi c’è il futuro di Zaia. Con il suo curriculum potrebbe fare sia il sindaco di Venezia, sia entrare nel Governo (ma più come sottosegretario, che ministro, visto che l’ondata che sembrava pronta a travolgere la ministra Santanchè sembra essersi arenata senza fare troppi danni). Bisogna vedere cosa vuole fare lui, però. Potrebbe anche restare in Regione. A fare il semplice consigliere? O l’assessore o addirittura il vicepresidente? E quale ipotetico presidente di Fratelli d’Italia vorrebbe avere un assessore così ingombrante?

Infine il tema interno alla Lega. Quel generale Vannacci che sta creando entusiasmi da una parte e mal di pancia dall’altra. L’ormai eterno dualismo fra la Liga/Lega delle origini e la Lega salviniana che vuole costruire il ponte sullo stretto di Messina. Insomma, il tempo stringe e i punti da chiarire sono ancora molti.

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