Ilaria Cucchi porta in Senato il caso di Moussa Diarra
“Alla prova della verità. Un processo trasparente per Moussa Diarra” è il titolo della conferenza stampa e la richiesta della senatrice Ilaria Cucchi (Alleanza Verdi Sinistra), che questa mattina ha portato a Palazzo Madama la vicenda del 26enne maliano ucciso in stazione a Verona lo scorso 20 ottobre da un colpo di pistola sparato da un agente della Polizia Ferroviaria.
L’evento ha visto la partecipazione del fratello della vittima, Djemanga Diarra, e di altri attivisti e rappresentanti di associazioni, con la richiesta di un’indagine approfondita e trasparente sul caso.
«Questa mattina eravamo insieme, in Senato, per accendere i riflettori sulla vicenda che ha riguardato suo fratello Moussa, ucciso da un colpo di pistola nei pressi della stazione di Verona» ha dichiarato Cucchi. «La nostra richiesta è di un processo trasparente, che faccia chiarezza. E che, insieme a questa, possa fare verità e giustizia».
«Ad oggi infatti troppi elementi non tornano. Non sappiamo se le telecamere della stazione fossero accese o spente. Non sappiamo perché nelle ore precedenti allo sparo, in cui Moussa vagava in evidente stato di necessità, nessuno si sia attivato per chiamare gli operatori socio-sanitari. L’unica cosa che possiamo dire con certezza è che il proiettile è stato sparato ad altezza uomo. E che Djemagan a causa di quel colpo ha perso un fratello, che era anche molto di più. I suoi occhi non hanno bisogno di spiegazioni. Lui, la sua famiglia e la nostra democrazia, invece sì».
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Borchia (Lega): «Da Consiglio maliani affermazioni inaccettabili, basta attacchi a Governo e polizia»
Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega di Verona e capo delegazione al Parlamento europeo, in seguito alla conferenza stampa critica le parole dei rappresentanti della comunità del Mali: «Inaccettabile si continuino a lanciare attacchi gratuiti contro Governo e Polizia. Statistiche e quotidianità descrivono un aumento oggettivo dell’aggressività da parte di stranieri alle Forze dell’ordine, le associazioni di immigrati dovrebbero collaborare e vigilare sulle loro comunità, non gettare benzina sul fuoco».
«Le affermazioni di razzismo nei confronti del Governo italiano – continua Borchia – cercano di spostare l’attenzione dal problema. Non è una telecamera non funzionante, sempre venga provato questo aspetto, che cambia la sostanza: ormai la dinamica è sufficientemente chiara. In un mondo normale, arriverebbero le scuse, non le accuse».
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