Il Parlamento Ue vota sul futuro del lupo: meno protezione, più gestione
Redazione
Oggi, martedì 6 maggio 2025, il Parlamento europeo ha dato il via libera alla procedura d’urgenza per accelerare il voto sulla modifica dello status di protezione del lupo. La proposta, che sarà discussa e votata in aula giovedì 8 maggio, prevede di abbassare la protezione del lupo da “strettamente protetta” a “protetta”, allineando così la normativa Ue alla Convenzione di Berna.
La modifica consentirà agli Stati membri e alle Regioni di adottare misure più flessibili per la gestione della specie, soprattutto in risposta alle crescenti proteste degli allevatori che lamentano danni agli animali domestici. L’Italia, che ha già espresso voto favorevole alla proposta, potrà così intervenire con maggiori strumenti per limitare i conflitti tra lupo e attività umane.
Tuttavia, la nuova normativa obbligherà comunque gli Stati a garantire che il lupo resti in uno “stato di conservazione favorevole”, assicurando la sopravvivenza della specie sul territorio europeo. Il voto di giovedì segnerà una svolta storica nella politica ambientale dell’Unione.
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Tosi (Fi-Ppe): «Svolta per montagna, pianura e allevatori»
«Il via libera di oggi a larghissima maggioranza da parte del Parlamento europeo alla procedura d’urgenza sulla revisione della protezione del lupo, conferma che l’Ue sta procedendo a grande velocità. Già giovedì in aula voteremo la proposta della Commissione europea sul declassamento. È quasi certo che entro l’estate sarà concluso l’iter per modificare la direttiva Habitat, concedendo a Stati e Regioni più poteri per l’efficace contenimento del lupo».
Lo dichiara l’europarlamentare di Forza Italia-Ppe Flavio Tosi, che dallo scorso settembre sta seguendo da vicino il percorso legislativo per declassare il lupo da specie “rigorosamente protetta” a “protetta”. Un iter cominciato con l’ok del Consiglio, proseguito a dicembre con lo storico via libera della Convenzione di Berna (decisione poi ratificata da marzo) e più recentemente con il testo presentato dalla Commissione e il sì lo scorso 16 aprile del Coreper, organo collegato al Consiglio.
Oggi l’Europarlamento ha approvato la richiesta di applicare la procedura d’urgenza. Il testo così andrà giovedì al voto in aula. «Ma già l’approvazione odierna per alzata di mano fa capire l’indirizzo politico dell’Eurocamera – dice Tosi – Siamo vicinissimi a formalizzare una svolta storica: dopo oltre trent’anni la direttiva Habitat cambia e cambia in meglio, più vicina alle esigenze della montagna, della pianura, dei residenti, degli allevatori e dei turisti».
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Borchia (Lega): «Ora avanti con modifica direttiva»
«Il voto procedurale espresso oggi dal Parlamento europeo per accelerare la revisione della direttiva Habitat rappresenta un segnale politico chiaro: la linea del buon senso, quella che tutela chi vive e lavora in montagna, inizia finalmente a farsi strada anche in Europa».
Così Paolo Borchia, europarlamentare, segretario provinciale della Lega di Verona e capo delegazione al Parlamento europeo, commenta l’ok dell’Eurocamera all’avvio dei lavori per rivedere lo status di protezione del lupo.
«È un primo passo, ma significativo. Come Lega abbiamo sempre denunciato un approccio ideologico e distante dalla realtà. Ora si passi ai fatti: servono strumenti certi per proteggere territori, allevatori e comunità montane», conclude Borchia in vista del voto di giovedì a Strasburgo.
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De Carlo (FdI): «Ora le Regioni superino la timidezza nella gestione»
La IX Commissione Senato – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare ha già approvato, nel corso della seduta del pomeriggio di oggi martedì 6 maggio, la risoluzione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva sullo status di protezione del lupo, risoluzione presentata dal presidente della Commissione, il senatore di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo.
«Ho già firmato la lettera indirizzata al Presidente del Senato Ignazio La Russa con cui comunico l’esito del voto, chiedendo di inoltrare la risoluzione all’Unione Europea, al Parlamento e al Governo», spiega soddisfatto De Carlo.
«Si tratta certamente di un primo passo, ma fondamentale per gestire un problema che non è più solo circoscritto al mondo dell’agricoltura e dell’allevamento, ma che rappresenta una vera e propria criticità per la sicurezza dei cittadini. Ora si dovrà adattare la normativa nazionale, ma soprattutto saranno le Regioni a dover abbandonare quella “timidezza gestionale” che le ha finora contraddistinte su questo tema. Le genti di montagna, gli allevatori, gli agricoltori vanno supportati con fatti concreti, le parole non bastano più: oggi si gira pagina, e si inizia a scrivere un nuovo capitolo nella storia della soluzione del problema-lupo. Sono anche orgoglioso che la risoluzione abbia raccolto in Commissione un consenso che è andato oltre a quello della maggioranza di governo di centrodestra».
Il documento infatti è stato approvato dai senatori a larga maggioranza, con l’astensione del Partito Democratico e il voto contrario del Movimento 5 Stelle.

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