Giovani, Bigon e Trevisi (PD): «Lasciare il Veneto non è inevitabile»
Redazione
«La nostra Regione sta perdendo attrattività per i giovani, per gli studenti e per le professionalità qualificate. Negli ultimi anni circa 59mila giovani sotto i 35 anni hanno lasciato il Veneto. Non è tuttavia un destino inevitabile, ma il risultato di scelte politiche insufficienti che vanno corrette. A riprova, regioni vicine a noi come Lombardia ed Emilia-Romagna registrano invece un saldo ampiamente positivo. Oggi abbiamo il dovere di intervenire con coraggio: investire su studio, servizi, casa e lavoro significa ricostruire l’attrattività del Veneto e ridare prospettive concrete alle nuove generazioni».
Così i consiglieri regionali eletti del Partito Democratico Anna Maria Bigon e Gianpaolo Trevisi, intervenendo sabato mattina al congresso dell’Udu, Unione degli universitari di Verona.
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«È evidente: – prosegue la consigliera Anna Maria Bigon – il Veneto non sta offrendo le opportunità necessarie per trattenere o richiamare talenti e giovani lavoratori. Per tornare competitivi, la Regione deve investire seriamente sul diritto allo studio. Chiediamo borse di studio pienamente finanziate e garantite a tutti gli idonei; un piano straordinario per i posti letto, adeguato al fabbisogno reale; trasporti gratuiti o fortemente agevolati per gli studenti, con servizi moderni e frequenti; linee ferroviarie veloci e affidabili, che rendano realmente accessibili le sedi universitarie».
Aggiunge il consigliere Gianpaolo Trevisi: «Garantire il diritto allo studio significa credere nel futuro del Veneto. E investire contemporaneamente sul dopo-laurea significa creare condizioni per trattenere i giovani e crescere. Formiamo migliaia di giovani altamente qualificati, ma troppi di loro se ne vanno perché qui non trovano condizioni di vita e di lavoro adeguate. Per questo è necessario: un piano casa regionale strutturato, con affitti sostenibili per giovani e lavoratori; servizi territoriali accessibili, dalla mobilità alla sanità, fino alle opportunità culturali; inserimento nel mondo del lavoro rapido e dignitoso, con stipendi allineati alle competenze e non al ribasso».
«Il Veneto deve tornare a essere una terra capace di trattenere chi studia, lavora e costruisce qui il proprio futuro. Si apra ai giovani: proponiamo che una parte del bilancio regionale possa essere gestito dagli studenti veneti a mezzo di un Consiglio regionale dei Giovani. Una passo ormai necessario per recuperare il terreno perduto in questi anni di errori» concludono i consiglieri regionali Pd.
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Il congresso di Udu Verona
Il 6 dicembre, si è tenuto all’Università degli Studi di Verona, in aula T.1 del Polo Didattico Giorgio Zanotto, l’XI Congresso dell’Udu Verona, “Che partecipazione certo è liberta ma anche resistenza”, che ha visto l’elezione del nuovo esecutivo di UDU Verona.
Un appuntamento con un confronto ricco tra associazioni studentesche, amministrazione comunale, realtà sociali e sindacali del territorio, oltre alla presenza della direzione di ESU Verona. Un’occasione che ha permesso di discutere in modo approfondito delle condizioni materiali della comunità studentesca e delle prospettive future del diritto allo studio.
Nel corso della giornata si è svolta una tavola rotonda con i neoeletti consiglieri regionali Elena Ostanel, Carlo Cunegato, Anna Maria Bigon e Gianpaolo Trevisi.
Al termine della giornata congressuale è stato rinnovato l’esecutivo dell’Udu Verona, composto da Greta Leonardi come coordinatrice, Beatrice Martini come responsabile organizzativa, Emma Dolci come responsabile comunicazione, Irene Lupi come membro dell’esecutivo, Francesco Miceli Sopo con delega esterna all’abitare e Emma Menaspà come presidente dell’UDU Verona.
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