Flavio Tosi: «Forza Italia sta crescendo e radicandosi»
Redazione
Nel giorno successivo alla tornata elettorale, Flavio Tosi – europarlamentare e segretario regionale di Forza Italia – ha commentato ai nostri microfoni il risultato che l’ha visto primeggiare nella lista di Forza Italia-Berlusconi-Autonomia per il Veneto con 10.581 preferenze, risultando uno dei candidati più votati dell’intera provincia.
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Lei parte sempre da un bottino storico di voti quando si vota a Verona. Primo della lista di Forza Italia. Un commento a caldo?
Per completare il dato: nel centrodestra, a parte Luca Zaia, sono il più votato a Verona città e il secondo a livello provinciale dopo Elisa De Berti. Siamo soddisfatti per il risultato di Forza Italia in provincia: rispetto alle europee, dove correvamo insieme a Noi Moderati, questa volta correndo separati abbiamo fatto addirittura meglio in provincia. A livello regionale perdiamo qualcosina per l’effetto Zaia, imprevedibile in questa misura, che ha aiutato la Lega e tolto qualcosa a noi. Ma rispetto alle regionali del 2020, Forza Italia raddoppia il consenso. Stiamo crescendo e radicandoci.
L’effetto Zaia ha sorpreso anche Fratelli d’Italia, che forse si aspettava di primeggiare nella coalizione.
Bisogna chiederlo a loro, ma immagino di sì. Fratelli d’Italia passa dal 37,3% delle europee al 18%. Nessuno si aspettava che l’effetto Zaia avesse questa dimensione. L’elettorato ha voluto dare una dimostrazione di gratitudine e vicinanza all’ex governatore.
È vero che, di fronte a un eventuale assessorato, sarebbe disposto a lasciare il seggio europeo?
Dipende dagli incontri tra me, Luca De Carlo e Alberto Stefani. Bisogna vedere numeri, assessorati e deleghe: uno fa l’assessore se ritiene di poter svolgere bene un compito. Può essere come anche no. La trattativa sulla giunta deve ancora iniziare. Prima servivano i dati elettorali, ora ci sono. Quando vorrà il governatore Stefani, ci troveremo.
Che idea si è fatto del nuovo governatore Alberto Stefani?
Lo conosco da tanti anni, dai movimenti giovanili. L’ho conosciuto da sindaco e poi da parlamentare. Ha capacità di governo, indiscutibilmente. È giovane, e questo è un vantaggio. Abbiamo un ottimo rapporto personale e potremo collaborare bene nell’interesse dei veneti.
Dopo la scomparsa di Berlusconi si parlava di un partito in difficoltà, invece i risultati raccontano altro.
Cresciamo ogni volta. Le sfide nel breve termine sono molte: vari comuni al voto, il capoluogo Verona tra un anno e mezzo, e probabilmente anche le politiche anticipate. Ci faremo trovare pronti: la classe dirigente c’è, e i risultati in provincia lo dimostrano.
Ha una dedica da fare per questo risultato?
Un ringraziamento a iscritti, militanti, simpatizzanti, e ai candidati e candidate. Le liste erano ben fatte su tutto il territorio, composte da amministratori con esperienza. Il risultato è un gioco di squadra. Grazie a tutti quelli che hanno contribuito.
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