Flavio Tosi a Daily: «Fine della “monarchia” Zaia, ora Verona batta i pugni»
di Alessandro Bonfante
Un quarto d’ora con… Flavio Tosi
A pochi mesi dalle elezioni regionali del Veneto, fissate per l’autunno 2025, “Un quarto d’ora con…” ospita Flavio Tosi, ex sindaco di Verona e oggi eurodeputato del Partito Popolare Europeo in quota Forza Italia. Tosi siede nella commissione Ambiente dell’Europarlamento, ma è sempre molto attivo sul fronte interno.
Il coordinatore di Forza Italia in Veneto è stato indicato dal segretario nazionale Antonio Tajani come candidatura d’eccellenza alla guida della Regione dopo Luca Zaia, in un momento in cui Fratelli d’Italia rivendica la leadership del Nord e la Lega non è riuscita a conquistare il terzo (quarto) mandato del governatore uscente. In questa intervista Tosi rivendica il ruolo di Verona, critica «la periferia dell’impero» imposta da Venezia e rilancia l’autonomia “ben spiegata” per non spaccare il Paese.
“Un quarto d’ora con…” va in onda ogni martedì alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv.
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Guarda la puntata con Flavio Tosi
Una sintesi dell’intervista
Com’è iniziata la sua esperienza a Bruxelles? L’Europa è davvero distante dai territori?
È un mandato di profondo cambiamento. Sono stato fortunato – cinque anni fa dominavano Verdi e ideologia Thunberg. Oggi, con i nuovi equilibri dopo le elezioni in Italia, Francia e Germania, si correggono errori come lo stop ai motori termici 2035 e la direttiva “Case Green”. La transizione ecologica va fatta, ma senza mettere fuori mercato le nostre aziende: cinesi e indiani producono con meno regole, l’Europa non può competere a mani legate.
Quale bilancio dà al governo Meloni a metà legislatura europea?
Positivo, e lo conferma il consenso elettorale. In Francia e Germania chi governava ha perso; in Italia la maggioranza ha tenuto e ampliato i voti. Il vero problema del dibattito parlamentare non è la forza del governo, ma la debolezza di opposizioni che non stanno sui temi concreti.
C’è il rischio che un esecutivo forte soffochi il Parlamento?
Il confronto dipende dagli interlocutori: se Conte e Schlein parlano d’ideologia e non di amministrazione, il livello si abbassa. Non è il governo che zittisce, è l’opposizione che non porta argomenti seri.
Zaia chiude un’epoca. Il prossimo presidente potrebbe essere Flavio Tosi?
Più che un’epoca, finisce una monarchia. Per il Veneto occidentale questi cinque anni sono stati di trascuratezza: Pedemontana, aeroporto di Verona, traforo delle Torricelle… zero fondi regionali. Decideranno Meloni, Tajani e Salvini, ma con i numeri di FdI al 37%, Lega al 13 e Forza Italia al 9 penso che FdI chiederà il candidato. Qualunque sia il nome, Verona deve tornare centrale.
Basterebbe un presidente veronese per spostare il baricentro a ovest?
Serve riequilibrare i rapporti di forza. Con un centrodestra plurale potremo battere i pugni sul tavolo: Vicenza, Verona e Rovigo non possono restare periferia dell’impero.
L’autonomia differenziata è nata “azzoppata”?
Lo fu la devolution del 2006, bocciata perché dipinta come Nord contro Sud. Se continui a presentarla così, non passerà mai. Con i Lep garantiti nessuno perde un euro; il vantaggio è decisionale, non finanziario: università, sanità, infrastrutture decise qui, non a Roma. Va spiegato, non urlato.
Dopo la scomparsa di Berlusconi Forza Italia sembrava destinata a sparire, invece è rinata. Perché?
Tre ragioni. Primo, la figura di Berlusconi è stata rivalutata: imprenditore e statista capace di parlare con Putin e Obama. Secondo, la leadership di Antonio Tajani: competente, laborioso, garbato. Terzo, l’elettorato si è stancato del populismo e cerca pragmatismo.
Quando incontra i cittadini, quali temi emergono?
In Veneto la sanità: eccellente sull’alta specialità ma in crisi sulle liste d’attesa e sui medici di base. In città, l’assenza dell’attuale amministrazione: brave persone ma inesistenti. I veronesi pagano prestazioni private o, peggio, rinunciano a curarsi.
Le imputano di aver favorito la vittoria di Tommasi alle comunali.
I fatti dicono altro: prima del voto avevamo chiesto l’apparentamento al secondo turno, ma il candidato del centrodestra lo rifiutò. È stata una scelta personale, oggi governa la sinistra.
Torna il sogno di fare di nuovo il sindaco?
Il ruolo che ho amato di più è quello di sindaco. Dopo tanti disastri, rimettere ordine e far ripartire investimenti mi piacerebbe eccome. Intanto vediamo le regionali.
E per staccare dalla politica?
Tempo libero quasi zero: fine settimana tra sagre e inaugurazioni. Una settimana a dicembre e una ad agosto in montagna con mia moglie Patrizia (Bisinella, consigliera comunale a Verona, ndr): lei mi sopporta e mi supporta. Ma faccio ciò che amo, nessuno me lo impone.
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Un quarto d’ora con…
“Un quarto d’ora con…” è la nuova trasmissione di Verona Network, prodotta dalla redazione di Daily Verona e in onda su Radio Adige TV. Un format snello, diretto e di attualità, pensato per offrire uno spazio di confronto con i rappresentanti veronesi nelle istituzioni: consiglieri regionali, deputati, senatori ed europarlamentari, chiamati a raccontare progetti, priorità e visioni per il futuro del territorio.
A condurre il programma, in onda ogni martedì sera fino al 29 luglio alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv, è Alessandro Bonfante con il direttore di Daily Verona Matteo Scolari, tra interventi e momenti di analisi, con uno sguardo rivolto anche alle prossime elezioni regionali.
Tutte le interviste di “Un quarto d’ora con…“:
- Stefano Valdegamberi: «Più sanità, meno carri armati. E Verona torni protagonista»
- Alberto Bozza: «In Veneto negli ultimi anni qualcosa si è inceppato»
- Marco Andreoli: «Zaia ha fatto la storia in Veneto, è una risorsa per tutti»
- Aurora Floridia: «Il cambiamento climatico non ha confini. Ma Meloni poco sensibile»
- Flavio Tosi: «Fine della “monarchia” Zaia, ora Verona batta i pugni»
- Enrico Corsi: «La Lega è cambiata, serve una riflessione profonda»
- Anna Maria Bigon: «Liste d’attesa della sanità azzerate in Veneto? Magari…»
- Stefano Casali: «L’autonomia è prevista della Costituzione, non è un’invenzione»
- Tomas Piccinini: «Un presidente veronese farebbe bene al Veneto»
- Alessandra Sponda: «Zaia è il Veneto. Ogni elezione fa storia a sé»
- Paola Boscaini: «Zaia rispondeva, ma poi non concretizzava»
- Elisa De Berti: «In Veneto il salto di qualità sui trasporti è evidente»
- Matteo Gelmetti: «Con Meloni l’Italia ha un altro peso. Verona deve fare squadra»
- Ciro Maschio: «La lezione di Verona ci è bastata: centrodestra unito per il Veneto»
- Paolo Tosato: «Dopo Zaia serve serietà, niente “fenomeni”»
- Marco Padovani: «Sono certo della vittoria del centrodestra in Veneto»
- Daniele Polato: «Io sindaco di Verona? Saprei già cosa fare nei primi 100 giorni»
- Paolo Borchia: «Il Green Deal è una seconda pandemia per le imprese europee»
- Maddalena Morgante: «Meloni un modello soprattutto per noi donne»
- Filippo Rigo: «Zaia ha portato il Veneto alla credibilità internazionale»
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