Filippo Rigo a Daily: «Zaia ha portato il Veneto alla credibilità internazionale»
di Alessandro Bonfante
Un quarto d’ora con… Filippo Rigo
A pochi mesi dalle elezioni regionali del Veneto, “Un quarto d’ora con…” accoglie negli studi di Verona Network Filippo Rigo, consigliere regionale della Lega al primo mandato e anche consigliere comunale a Sommacampagna.
Rigo rappresenta quella generazione di amministratori cresciuti politicamente durante la lunga leadership di Luca Zaia, a cui riconosce «un’eredità straordinaria». Al centro dell’intervista, l’autonomia del Veneto, che secondo Rigo «esiste grazie a Zaia e alla Lega», e su cui chiama i cittadini a vigilare: «Sappiano chi davvero si è impegnato».
Per Verona, l’orgoglio delle Olimpiadi invernali 2026 e opere chiave come la Grezzanella, la variante alla statale 12 e il nuovo ospedale di Legnago. Non manca l’attenzione al mondo produttivo – mobile, marmo, agricoltura – e al ruolo del territorio come hub strategico europeo.
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Guarda la puntata con Filippo Rigo
Una sintesi dell’intervista
Cominciamo con un bilancio di questa legislatura, la sua prima in Regione. Com’è andata?
È stata un’esperienza importante, arricchente e coinvolgente. Fare il consigliere regionale e rappresentare Verona e la sua provincia a Venezia è prima di tutto una grande responsabilità, ma anche un piacere. Confrontarsi quotidianamente e portare nelle sedi istituzionali le istanze delle nostre amministrazioni, categorie produttive, associazioni di volontariato e sportive è un orgoglio, soprattutto da veronese doc.
Si chiude anche un ciclo lungo 15 anni con Luca Zaia. Che bilancio fa della sua figura politica?
Zaia è una figura straordinariamente carismatica che lascia un’eredità importante: 15 anni di buon governo e conti in ordine, come certificato recentemente dalla Corte dei Conti. La sanità è in equilibrio di bilancio da 13 anni consecutivi, siamo la Regione che spende meno per il funzionamento amministrativo e tra le prime per velocità nei pagamenti dei fornitori e utilizzo dei fondi europei. In più ha portato il Veneto a una credibilità nazionale e internazionale senza precedenti. Le Olimpiadi invernali del 2026 sono la prova del suo standing.
Salvini ha recentemente ribadito il peso della Lega nella coalizione. Come vi state preparando per il dopo-Zaia?
La Lega è già al lavoro. Nelle scorse settimane, su iniziativa del segretario regionale Alberto Stefani, abbiamo incontrato 400 amministratori a Treviso per iniziare a definire il programma per i prossimi cinque-dieci anni. Abbiamo incontrato anche gli imprenditori a San Bonifacio, perché vogliamo partire dalle proposte del mondo produttivo. Credo che in Consiglio regionale si sia lavorato bene con Fratelli d’Italia, anche se alcuni alleati hanno assunto posizioni più critiche. Toccherà alle segreterie e alla base indicare la strada.
L’autonomia era una delle grandi bandiere di Zaia. A che punto siamo oggi?
Se oggi in Italia si parla di autonomia, lo si deve a Zaia e alla Lega. Nel 2014, con una legge regionale, fu indetto il referendum poi celebrato nel 2017 con oltre due milioni di voti favorevoli. Da allora si sono succeduti sei governi, ma solo con questo di centrodestra, e grazie al ministro Calderoli, si è arrivati a una legge dello Stato. Ora bisogna procedere con le prescrizioni della Corte, ma finalmente è realtà. E sono certo che ogni forza politica verrà in Veneto a parlarci di autonomia in campagna elettorale. I veneti devono ricordarsi chi si è davvero battuto per ottenerla.
Si dice che Verona sia trascurata in Veneto rispetto al triangolo Venezia-Padova-Treviso. È vero o è un luogo comune?
Ogni provincia ha le sue peculiarità, ma per Verona si è fatto un lavoro importante. Cito solo alcune opere: il nuovo ospedale di Legnago da 140 milioni di euro, la Grezzanella, attesa da oltre trent’anni e finalmente in fase di realizzazione, la variante alla statale 12 da 260 milioni di euro. E poi le Olimpiadi: Verona sarà sede della cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici e di apertura di quelli paralimpici. Un evento che oltre 3 miliardi di persone guarderanno: una promozione turistica senza precedenti.
Quando incontra i cittadini, quali sono le richieste più frequenti?
Ho la fortuna di essere anche consigliere comunale a Sommacampagna, il paese in cui sono nato e cresciuto. I cittadini mi chiedono spesso più cose da consigliere comunale che regionale: le esigenze quotidiane, anche piccole, sono fondamentali. Ecco perché credo che un amministratore debba mantenere un legame diretto con il territorio.
La vediamo spesso presente sul territorio, anche agli eventi. È un modo per fare politica?
Assolutamente sì. La presenza è fondamentale, tanto quanto il lavoro nelle istituzioni. Ho portato avanti istanze di varie categorie, come la legge per sostenere gli agromeccanici e quella per la promozione del tartufo. A Ferrara di Monte Baldo si è tenuta la prima fiera regionale del tartufo. Penso anche al comparto del mobile e al marmo: sono settori chiave per Verona e vanno sostenuti. La presenza fisica è un’occasione di confronto diretto con amministratori locali che portano le vere esigenze del territorio.
C’è un tema su cui vorrebbe spingere di più nella prossima legislatura?
I temi sono tantissimi. Verona è strategica a livello europeo grazie alla sua posizione su un doppio corridoio logistico. Dobbiamo continuare a sostenere turismo, aziende e agricoltura. Il Veneto è la prima regione turistica d’Italia con 70 milioni di presenze, 13 milioni solo sulla sponda veronese del Lago di Garda. È un’opportunità da gestire bene. Allo stesso tempo, dobbiamo difendere l’agricoltura, che ha subito gli effetti negativi di politiche green troppo rigide. Le eccellenze enogastronomiche sono uno dei principali motivi per cui i turisti scelgono il Veneto.
E per chiudere: come stacca dalla politica nel tempo libero?
Quando finisco il lavoro da consigliere regionale, faccio il consigliere comunale! Ma vengo dalla ristorazione, la mia famiglia gestisce ristoranti da tre generazioni. Quando posso, vado a dare una mano e ai fornelli me la cavo bene. Vi farò provare!
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Un quarto d’ora con…
“Un quarto d’ora con…” è la nuova trasmissione di Verona Network, prodotta dalla redazione di Daily Verona e in onda su Radio Adige TV. Un format snello, diretto e di attualità, pensato per offrire uno spazio di confronto con i rappresentanti veronesi nelle istituzioni: consiglieri regionali, deputati, senatori ed europarlamentari, chiamati a raccontare progetti, priorità e visioni per il futuro del territorio.
A condurre il programma, in onda ogni martedì sera fino al 29 luglio alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv, è Alessandro Bonfante con il direttore di Daily Verona Matteo Scolari, tra interventi e momenti di analisi, con uno sguardo rivolto anche alle prossime elezioni regionali.
Tutte le interviste di “Un quarto d’ora con…“:
- Stefano Valdegamberi: «Più sanità, meno carri armati. E Verona torni protagonista»
- Alberto Bozza: «In Veneto negli ultimi anni qualcosa si è inceppato»
- Marco Andreoli: «Zaia ha fatto la storia in Veneto, è una risorsa per tutti»
- Aurora Floridia: «Il cambiamento climatico non ha confini. Ma Meloni poco sensibile»
- Flavio Tosi: «Fine della “monarchia” Zaia, ora Verona batta i pugni»
- Enrico Corsi: «La Lega è cambiata, serve una riflessione profonda»
- Anna Maria Bigon: «Liste d’attesa della sanità azzerate in Veneto? Magari…»
- Stefano Casali: «L’autonomia è prevista della Costituzione, non è un’invenzione»
- Tomas Piccinini: «Un presidente veronese farebbe bene al Veneto»
- Alessandra Sponda: «Zaia è il Veneto. Ogni elezione fa storia a sé»
- Paola Boscaini: «Zaia rispondeva, ma poi non concretizzava»
- Elisa De Berti: «In Veneto il salto di qualità sui trasporti è evidente»
- Matteo Gelmetti: «Con Meloni l’Italia ha un altro peso. Verona deve fare squadra»
- Ciro Maschio: «La lezione di Verona ci è bastata: centrodestra unito per il Veneto»
- Paolo Tosato: «Dopo Zaia serve serietà, niente “fenomeni”»
- Marco Padovani: «Sono certo della vittoria del centrodestra in Veneto»
- Daniele Polato: «Io sindaco di Verona? Saprei già cosa fare nei primi 100 giorni»
- Paolo Borchia: «Il Green Deal è una seconda pandemia per le imprese europee»
- Maddalena Morgante: «Meloni un modello soprattutto per noi donne»
- Filippo Rigo: «Zaia ha portato il Veneto alla credibilità internazionale»
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