Enrico Corsi lancia “La Verona che vorrei”: «Serve una svolta per la città»
di Alessandro Bonfante
Il consigliere regionale Enrico Corsi, che sta per concludere il suo mandato a Palazzo Ferro Fini con la Lega, non si ricandiderà alle imminenti elezioni in Veneto. Ha invece presentato nei giorni scorsi una nuova associazione, “La Verona che vorrei”, con l’obiettivo di aprire un confronto sui problemi della città e guardare alle elezioni amministrative 2027: «Probabilmente mi candiderò, perché serve gente che abbia esperienza, capacità decisionale e sappia riportare Verona protagonista».
Per quanto riguarda la nuova associazione, «gli obiettivi sono quelli di entrare nel vivo delle criticità del territorio veronese, in particolare della città – ha spiegato – perché stiamo vivendo un periodo disastroso, sotto il profilo viabilistico, decisionale e in tanti altri aspetti».
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Critico verso l’attuale giunta, ha sottolineato come «non solo non si realizzino opere strategiche come il traforo, ma non si curino nemmeno le piccole cose: immondizia sulle strade, buche, giardini e parchi giochi lasciati in condizioni inaccettabili davanti ai turisti».
“La Verona che vorrei” sta già costruendo alleanze sul territorio. Corsi ha annunciato un accordo con l’associazione culturale Terra Veneta, che in pochi mesi ha superato i mille iscritti. «Siamo disponibili a collaborare con chiunque – ha concluso – perché l’unione fa la forza e perché insieme dobbiamo scegliere presto un sindaco competente, capace di confrontarsi con l’attuale amministrazione».
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