Enrico Corsi a Daily: «La Lega è cambiata, serve una riflessione profonda»

di Alessandro Bonfante

| 02/07/2025
Dagli studi di Verona Network, "Un quarto d’ora con... Enrico Corsi", consigliere regionale del Veneto della Lega. Dal sogno del Museo del vino a Verona, all'evoluzione del suo partito e del modo di fare politica.

Un quarto d’ora con… Enrico Corsi

A pochi mesi dalle elezioni regionali del Veneto, il format “Un quarto d’ora con…” ospita negli studi di Verona Network Enrico Corsi, consigliere regionale della Lega, sulla scena politica veronese da oltre trent’anni. Con un passato da assessore in città e presidente di enti, Corsi fa un bilancio personale della legislatura che si avvia alla conclusione, rivendicando progetti come il Museo internazionale del Vino e una legge per la tutela del lago di Garda.

Nella conversazione in studio emerge il legame con il territorio e la frustrazione per un’autonomia promessa e non ancora attuata. Non mancano le stoccate alla politica nazionale e alla gestione della Lega, da lui che l’ha vissuta quando c’erano ideali «che adesso non ci sono più». Ma anche la voglia di continuare, finché ci saranno idee e passione. A chiusura, il racconto delle sue passioni extra-politiche, in primis i viaggi in moto e l’osservazione delle buone pratiche da esportare a casa.

Un quarto d’ora con…” va in onda ogni martedì alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv.

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Guarda la puntata con Enrico Corsi

Una sintesi dell’intervista

Un bilancio di questa legislatura che si avvia alla conclusione. Quali risultati porta a casa?
Personalmente, il progetto più significativo è sicuramente il Museo internazionale del Vino. Se realizzato, farà di Verona la capitale mondiale del vino, un’opera che darà posti di lavoro e valorizzerà l’enogastronomia, i consorzi e i territori. Sarebbe un polo attrattivo davanti a Vinitaly, la fiera più importante del settore. Siamo molto vicini: grazie alle risorse messe dalla Regione, il progetto è stato studiato nei dettagli. Direi che siamo all’80%, anche se nelle cose politiche nulla è mai scontato. Io sono fiducioso: diciamo 170%!

Sta lavorando anche su altri fronti?
Sì, ad esempio sulla sanificazione del lago di Garda. Ho proposto una legge per evitare l’introduzione di microrganismi alieni tramite le carene delle barche. Sto collaborando con i Comuni del Baldo per candidare l’area a patrimonio dell’Unesco. E ho presentato una proposta per tariffe autostradali agevolate per chi usa l’auto ogni giorno, come già avviene in Austria. I rincari autostradali incidono su tutto, anche sui beni di prima necessità: il governo dovrebbe capire l’importanza di questo tema.

Si chiudono anche 15 anni di governo Zaia. Che valutazione dà di questo periodo?
Zaia è stato un grande presidente. Ha amato il suo territorio e ha portato risultati. Lo dimostrano le Olimpiadi, la Pedemontana – anche se criticata – e tante opere. A volte chiediamo autonomia, ma poi ci ritroviamo a dover pagare strade strategiche che dovrebbe realizzare lo Stato. Non è giusto, ma dimostra quanto sia fondamentale per noi questa infrastruttura.

Autonomia: dopo il referendum del 2017 sembra tutto fermo. Che ne pensa?
Faccio una provocazione: visto che non ce la vogliono dare, chiediamo di passare sotto il Trentino e diventiamo autonomi come loro. C’è già stato un comune veneto che ha fatto un referendum ed è passato al Trentino. Perché non potremmo farlo anche noi?

Su questo punto ci potrebbero essere profili di incostituzionalità…
Una domanda un po’ scomoda: lei ha avuto una lunga carriera politica, ma la politica italiana non ha bisogno di ricambio generazionale?
I giovani devono esserci, ma non puoi pensare di metterne uno alla guida della Regione o di un Comune importante senza esperienza. Bisogna affiancarli, come si faceva una volta. A Verona oggi vediamo le conseguenze di una scelta fatta con entusiasmo ma poca esperienza. Io ho ancora idee ed energie, e mi rimetterò in gioco. Se i cittadini decideranno di mandarmi in pensione, andrò. Ma credo che l’esperienza conti ancora molto.

Una volta si faceva la gavetta: oggi sembra saltata. È così?
Sì, oggi ti trovi un giovanotto che dalla mattina alla sera ti dice di farti da parte. Ma non è così che si costruisce la classe dirigente. Serve tempo, formazione, esperienza.

Verona è davvero dimenticata dalla politica regionale o è un luogo comune?
Verona è la prima città del Veneto, eppure spesso riceve meno di quanto merita. Spero che un giorno arrivi anche un governatore veronese. Abbiamo un potenziale enorme: dal turismo all’agroalimentare, dalla logistica all’aeroporto. Ma mancano sinergia e visione. Un esempio? Il traforo delle Torricelle, o il collettore del Garda: opere strategiche su cui non riusciamo a portare le risorse necessarie.

Che cosa chiedono i cittadini quando li incontra?
Quattro cose semplici: sanità – con risposte rapide quando stanno male –, sicurezza, viabilità e decoro urbano. Verona ha bisogno di più manutenzione, di parchi curati, di strade senza buche. Chi fa politica deve saperla fare, altrimenti deve cambiare mestiere.

Lei è in Lega da trent’anni. Com’è cambiato il partito?
Una volta non si aveva nulla, ma si correva per degli ideali. Oggi quegli ideali si sono persi. È difficile anche per uno come me restare motivato. Se io sono in difficoltà, figuriamoci il semplice militante. Serve una riflessione profonda.

Per concludere, cosa fa per “staccare” dalla politica?
Non sono sposato, quindi ho un po’ di tempo libero. Amo viaggiare, spesso in moto, ma anche senza. Viaggiare ti insegna molto: ho visto in Spagna delle bellissime tabelle turistiche, e da assessore le ho volute anche a Verona. Prima i turisti entravano nei negozi a chiedere dov’era la casa di Giulietta. Ora c’è una segnaletica chiara. Viaggiare ti arricchisce e ti dà idee.

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Un quarto d’ora con…

“Un quarto d’ora con…” è la nuova trasmissione di Verona Network, prodotta dalla redazione di Daily Verona e in onda su Radio Adige TV. Un format snello, diretto e di attualità, pensato per offrire uno spazio di confronto con i rappresentanti veronesi nelle istituzioni: consiglieri regionali, deputati, senatori ed europarlamentari, chiamati a raccontare progetti, priorità e visioni per il futuro del territorio.

A condurre il programma, in onda ogni martedì sera fino al 29 luglio alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv, è Alessandro Bonfante con il direttore di Daily Verona Matteo Scolari, tra interventi e momenti di analisi, con uno sguardo rivolto anche alle prossime elezioni regionali.

Tutte le interviste di “Un quarto d’ora con…“:

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