Emergenza pesce siluro sul Garda: l’assessore Bond promette aiuti ai pescatori
Redazione
La presenza massiccia del pesce siluro nel lago di Garda non è più solo un problema ambientale, ma una vera “emergenza economica“. Questo il tema centrale dell’incontro che si è svolto stamattina, lunedì 30 marzo, a Cisano di Bardolino, all’azienda agricola Casetto, che ha riunito i vertici della Regione Veneto, amministratori locali e rappresentanti dei pescatori professionisti.
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Il piano della Regione: trasformare il danno in risorsa
L’assessore regionale alla Pesca, Dario Bond, intervenuto insieme al collega di giunta veronese Diego Ruzza – entrambi di Fratelli d’Italia –, ha delineato una strategia che punta a contenere il predatore trasformandolo in un’opportunità commerciale. «Il pesce siluro è una problematica annosa, segnalata da tempo dal territorio – ha spiegato Bond – tanto che è stato chiesto un intervento regionale per individuare soluzioni concrete. Accanto agli aspetti critici emerge anche una possibile opportunità economica: il siluro ha infatti un mercato consolidato soprattutto nei Paesi del Nord Europa come Germania, Repubblica Ceca e Polonia».
L’obiettivo è strutturare una filiera che garantisca ai pescatori un prezzo di circa 2,50-2,70 euro al chilo per il pesce fresco. Per farlo, la Regione intende utilizzare i fondi europei Feampa per sostenere l’acquisto di attrezzature specifiche e la creazione di centri di stoccaggio temporaneo a temperatura controllata.
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Preoccupa la fauna ittica del lago
Alberto Bullio, assessore di Costermano del Garda, ha definito la situazione «pericolosissima e ampiamente sottovalutata». Secondo Bullio, il calo del pescato è dovuto a tre fattori principali: il siluro, i cormorani e i ritardi nelle autorizzazioni per il ripopolamento.
«I siluri sono in numero spropositato e la situazione attuale è di assoluta ingestibilità – ha denunciato Bullio –. Entro due anni rischiamo di non avere più pesci nel Garda se non i siluri». L’amministratore ha chiesto formalmente l’istituzione di un tavolo permanente che coinvolga anche le sponde bresciana e trentina per azioni coordinate, come l’uso di reti anti-siluro. «Ringrazio l’assessore Dario Bond che ha dato disponibilità a venire qui oggi» ha premesso Bullio.
All’incontro, con la presenza di vari esponenti di Forza Italia, fra cui Aldo Brancher e lo stesso Bullio, il sindaco di Bardolino Daniele Bertasi, il consigliere regionale Alberto Bozza, ma anche la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Anna Leso.
Ha partecipato anche la deputata Paola Boscaini. La parlamentare ha annunciato un impegno diretto a Roma, in particolare sul coregone o lavarello, conclude Boscaini, «mi muoverò personalmente con il Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin, per arrivare a un decreto atteso da tempo e che lo riconosca come specie autoctona e quindi sia consentita la sua immissione sulle acque del lago».
Oltre al siluro, resta aperta la questione dei cormorani. Bond ha confermato la necessità di un piano di prelievo specifico: «È urgente predisporre un piano per il Garda, perché questo animale può incidere pesantemente sul novellame, la base della pesca futura».
Già nel secondo semestre del 2026, sottolinea il consigliere regionale Bozza, «uscirà un bando di 20mila euro che permetterà ai pescatori professionisti di ottenere contributi per attrezzature e mezzi utili alla cattura e alla conservazione del siluro». Bozza è soddisfatto anche dell’impegno dell’assessore a «favorire forme cooperative tra pescatori per sviluppare nuovi canali commerciali, anche all’estero, dove il pesce siluro è particolarmente richiesto. Presto – conclude Bozza – ci saranno importanti novità che riguarderanno il nostro Lago».
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