Discarica di amianto, il sindaco Gardoni: «Valeggio ha già dato tanto»

di Alessandro Bonfante

| 03/04/2026
Negli studi di Verona Network, per il format "Un quarto d'ora con...", l'intervista ad Alessandro Gardoni, sindaco di Valeggio sul Mincio.

Nuovo appuntamento con “D Giovedì” su Radio Adige Tv con Alessandro Gardoni. Nella rubrica “Un quarto d’ora con…“, negli studi di Verona Network, ospitiamo il sindaco del Comune di Valeggio sul Mincio.

Nonostante l’esclusione dalle finaliste per la “Capitale Italiana della Cultura 2028“, Gardoni rivendica con orgoglio il successo di un’operazione che ha saputo mettere a sistema il territorio, attirando l’attenzione di milioni di italiani e consolidando la rete con i comuni limitrofi. La sfida odierna è quella di gestire una crescita demografica e turistica importante, garantendo vivibilità e servizi ai cittadini. Ferma l’opposizione alla discarica di amianto di Ca’ Balestra.

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Guarda l’intervista con Alessandro Gardoni

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Una sintesi dell’intervista

Partiamo da una delusione, se così possiamo chiamarla: Valeggio sul Mincio è stata esclusa dalle finaliste per la Capitale Italiana della Cultura 2028. Un tentativo che però non ha frenato il vostro entusiasmo. Come mai vi siete lanciati in questa avventura?

È stata una bellissima esperienza. Il bando per la Capitale Italiana della Cultura è un’opportunità eccezionale pensata dal Ministero della Cultura. Per noi è stato in realtà un successo: eravamo consapevoli della sfida con città importanti come Catania o Ancona – che poi ha vinto per l’edizione 2028 – ma la partecipazione ci ha permesso di mettere a sistema un intero territorio. Abbiamo collaborato con le associazioni e con i comuni confinanti; è stato molto bello ricevere la chiamata del sindaco di Sirmione che voleva collaborare con noi. Sirmione è una delle città più visitate d’Italia, ma la sua amministrazione ha avuto la consapevolezza che si potesse puntare a un livello ancora più alto. Abbiamo puntato sulla qualità più che sulla quantità e questo ci ha dato un ritorno d’immagine straordinario: Valeggio è stata vista da milioni di italiani con un investimento minimo.

Cultura e turismo vanno spesso di pari passo. Sotto questo profilo, Valeggio è cresciuta molto negli ultimi anni. Su cosa state puntando?

L’obiettivo è passare da un turismo “mordi e fuggi”, quello giornaliero di chi visita Borghetto o i nostri parchi, a un turismo lento. Vogliamo che i visitatori si fermino, soggiornino e consumino sul territorio. È la ricerca di una perfetta convivenza tra chi vive di turismo e chi invece ama abitare in un paese che dà l’idea di essere quasi in vacanza. Molti valeggiani negli ultimi anni ci dicono proprio questo: «A noi sembra di vivere in vacanza».

Il cicloturismo è uno spunto importante, ma servono anche infrastrutture per la viabilità ordinaria. Cosa c’è nella “lista dei desideri” che sottoporrebbe agli enti superiori?

Vogliamo diventare l’hub del cicloturismo per il sud del Lago di Garda e presenteremo a breve un progetto dedicato. Tuttavia, l’aumento dei visitatori crea problemi di viabilità. Abbiamo chiesto due interventi fondamentali a Provincia e Regione. Il primo è il completamento della tangenziale di Valeggio, ovvero il collegamento tra la SR 249 e la SP 28: si tratta di un solo chilometro che però salverebbe il centro storico dai flussi provenienti dai nuovi caselli autostradali di Castelnuovo e Peschiera. Il secondo è un ponte alternativo al Ponte Visconteo. Quella è una struttura del 1393, un unicum di ingegneria militare che vorremmo gestire esclusivamente come monumento. Oggi il Visconteo ospita eventi internazionali come la “Cena del Nodo d’Amore”, ma l’uso quotidiano è problematico. Basti pensare che durante dei lavori di restauro necessari, un abitante di Borghetto ha dovuto fare 30 km di deviazione per raggiungere una zona del comune che dista solo un chilometro e mezzo. Un ponte alternativo è ormai una necessità improrogabile.

Restiamo sui temi ambientali. Ha fatto discutere il progetto di una discarica di amianto al confine tra Valeggio e Villafranca. L’azienda proponente, Progeco, ha fatto ricorso al TAR dopo il parere negativo della Regione e del Comune. Perché dite di no a questo impianto?

Le discariche da qualche parte vanno fatte, è vero, ma noi diciamo “no in quel territorio” perché Valeggio ha già dato tanto. La nuova discarica sorgerebbe accanto a una di vecchia generazione dove per decenni hanno conferito 67 comuni della provincia di Verona, creando problemi ambientali e costi enormi per la gestione del post-mortem, a carico dei cittadini di Valeggio. Solo recentemente, grazie a un contributo regionale di 1,5 milioni, siamo riusciti a realizzare la copertura definitiva riducendo i costi del percolato. Inoltre, quella è una zona di ricarica degli acquiferi e non è adatta a ospitare amianto. Valeggio è ormai la perla dell’entroterra gardesano, un paese turistico: associarlo alla più grande discarica di amianto del Nord Italia sarebbe un errore. Ci stiamo battendo insieme al comitato anti-discarica e ci siamo costituiti in causa al TAR per ribadire la nostra contrarietà.

Il territorio cresce se crescono i servizi per i cittadini. Qual è la situazione della sanità e del sociale a Valeggio?

A fine anni ’90 l’ospedale di Valeggio era stato svuotato dei servizi principali. Oggi però sta tornando ad avere vita: un piano è già occupato dall’Ospedale di Comunità e, grazie a oltre un milione di euro del PNRR, realizzeremo la Casa della Comunità. Stiamo lavorando per portare anche più diagnostica e servizi amministrativi. Le risposte dell’ultimo periodo sono molto positive.

E per quanto riguarda le fasce d’età estreme, giovani e anziani?

Valeggio è passata da 9mila a oltre 16mil abitanti, il che ha creato problemi di edilizia scolastica. Avevamo bambini che facevano lezione nelle mansarde o nei seminterrati. Ci siamo messi subito al lavoro per una nuova scuola che è quasi ultimata: contiamo di inaugurarla entro l’estate per farla partire a settembre. Sorgerà su un terreno adiacente alle medie e al polo sportivo, creando un unico campus scolastico e ricreativo. Per gli anziani, invece, l’attuale casa di riposo con 60 posti è ormai obsoleta. Il nostro obiettivo è realizzarne una nuova: abbiamo già approvato un progetto di fattibilità e vogliamo concretizzarlo nei prossimi tre anni.

Nella precedente intervista di questo format, il presidente della Provincia Flavio Pasini ha sottolineato le difficoltà dell’ente. Lei cosa ne pensa del ruolo della Provincia o dell’ipotesi di una città metropolitana?

Il presidente Pasini ha ragione. La riforma ha svuotato le province di uffici e risorse umane, pur lasciando competenze fondamentali per la vita dei cittadini. Oggi la Provincia veronese ha le risorse economiche ma le mancano le persone per portare avanti i progetti. Personalmente credo si debba tornare al passato: la provincia deve essere un ente dove i rappresentanti vengono eletti direttamente dai cittadini, non attraverso coefficienti basati sulla dimensione dei comuni. La riforma non ha funzionato e serve un ente operativo che dia risposte concrete al territorio.

Per chiudere: il ruolo di sindaco è gratificante ma molto impegnativo… Chi glielo fa fare?

L’amore per il mio paese. Se la risposta non venisse naturale, vorrebbe dire che si è sbagliato ruolo. È il sogno di vedere realizzate opere che rimangano alla comunità, offrire servizi e rendere più felice la vita dei cittadini. Quando incontro amici che si sono trasferiti a Valeggio e mi dicono che si sentono permanentemente in vacanza, quella è la mia soddisfazione più grande.

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