Debora Lerin: «La politica sia fatta di ascolto e concretezza»
Redazione
Speciale Elezioni regionali 2025
A poche settimane dalle elezioni regionali del Veneto, fissate per il 23 e 24 novembre 2025, lo “Speciale Elezioni regionali 2025” accende i riflettori sui protagonisti della corsa in Veneto. Ospite negli studi di Verona Network Debora Lerin, attuale assessora a San Giovanni Lupatoto con deleghe a istruzione, servizi educativi, infanzia, adolescenza, pari opportunità, turismo, comunicazione e URP.
Candidata nella lista “Noi Moderati – Civici per Stefani”, Lerin rivendica un profilo civico radicato nel centrodestra e un’idea di politica come servizio alla comunità.
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Guarda l’intervista a Debora Lerin
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Una sintesi dell’intervista
Qual è il suo percorso politico?
Il mio impegno nasce prima del 2012 con la scuola sociopolitica di Verona. Entro in amministrazione nel 2016 con l’amministrazione Gastaldello e ottengo il primo ruolo di assessora. Al secondo mandato, dal 2021, proseguo con molte deleghe: istruzione, servizi educativi, infanzia, adolescenza, pari opportunità, turismo, comunicazione e URP. Siamo pochi assessori, quindi l’impegno non manca per tutto ciò che richiede l’attività amministrativa.
Perché la scelta di candidarsi con “Noi Moderati – Civici per Stefani” nel campo del centrodestra?
Faccio già parte di un’amministrazione di centrodestra. “Noi Moderati” è una scelta condivisa come civica: sono stata accolta da un partito che esprime quella civicità in cui mi riconosco. Sono stata votata come civica e intendo mantenerla dentro un partito che fonda i propri valori sulla dottrina sociale della Chiesa: servizio alla comunità, sussidiarietà e crescita.
Si chiude l’“era Zaia”. Che bilancio dà di questi quindici anni e dove serve ancora lavorare?
La candidatura di Stefani dà continuità a un mandato lungo in cui Zaia ha dato grande valore alla Regione. Su alcuni temi, però, dobbiamo camminare con più determinazione e coraggio verso il futuro: penso in primis all’istruzione, che è una delle mie deleghe e una delle ragioni della mia candidatura per portare una voce più presente e determinante a livello regionale. Altri ambiti vanno bene – turismo e valorizzazione dei prodotti locali – ma in alcuni settori serve sostegno e coraggio, nella stessa filosofia e continuità che Stefani saprà dare.
Che idea si è fatta del candidato presidente Alberto Stefani?
È un valore aggiunto per i giovani, un esempio di continuità con esperienza amministrativa. Ha un bel rapporto con il pubblico e mette la persona al centro: ascolto, famiglia, concretezza. Dice basta alla politica degli slogan: serve dialogo costante con le persone e risposte concrete. Questo è un contributo reale al miglioramento del sistema politico.
Quali lezioni porta dai due mandati in giunta a San Giovanni Lupatoto?
Ho scelto la politica perché è la più alta forma di servizio alla comunità. Porto esperienza e competenze al servizio dei cittadini. In Regione voglio mettere a disposizione questa preparazione per ascolto e visione di futuro. Con “Noi Moderati” abbiamo l’opportunità, come civici indipendenti, di costruire un futuro che guardi lontano, per il bene non solo del nostro territorio ma di tutta la Regione.
Una buona pratica concreta che potrebbe diventare modello regionale?
Le nostre strutture scolastiche erano obsolete. Abbiamo posto subito l’attenzione su sicurezza e modernità: circa 2mila studenti, quattro scuole paritarie, due scuole dell’infanzia statali, cinque primarie e tre secondarie di primo grado. Oltre a manutenzioni e adeguamenti sismici, e grazie anche ai fondi PNRR, abbiamo realizzato una nuova scuola primaria nel primo mandato, e stiamo completando un nuovo asilo nido nel secondo. Puntiamo sui più piccoli: ogni risorsa destinata a loro è un investimento per il futuro. Con due nidi vogliamo accogliere più domande e favorire la conciliazione tra lavoro e vita. Così rendiamo più reali le pari opportunità e miglioriamo la vita delle famiglie.
Pari opportunità: a San Giovanni Lupatoto avete una galleria dedicata alle ventuno Madri Costituenti.
Ne sono orgogliosa, come della nostra amministrazione. Lo statuto prevedeva la Commissione Pari Opportunità, che prima non era mai stata istituita: con noi è nata e lavora trasversalmente da nove anni, introducendo linguaggio e pratiche di pari opportunità nel lavoro, nelle famiglie e nelle attività culturali. Abbiamo reso omaggio alle ventuno donne della Costituente – diverse per età, ideologie ed esperienze –che trovarono un equilibrio che ancora oggi rende la Carta Costituzionale davvero di pari opportunità. Invito tutti a visitare la galleria al primo piano del Comune. A loro dobbiamo il diritto di voto: l’eredità è che oggi le donne dovrebbero sostenere le donne. C’è ancora lavoro da fare.
C’è chi dice che Verona sia “dimenticata” in Regione. Che esperienza ha avuto nei rapporti con Venezia?
I margini di miglioramento ci sono sempre. Per la mia esperienza ho trovato spesso disponibilità, apertura e dialogo, penso anche alla vicepresidente della Regione e agli incarichi arrivati a San Giovanni. Certo, su istruzione, servizi educativi e sanità si può fare molto di più.
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