Ddl caccia. Unterberger e Floridia (AUT): «Serve inversione di rotta»

Redazione

| 17/07/2025
Le due senatrici del Gruppo per le Autonomie sono intervenute in merito al disegno di legge sulla caccia e, in particolare, sul bracconaggio degli uccelli, definendolo «un attentato alla biodiversità».

«Il disegno di legge sulla caccia presentato dalla maggioranza in Senato aggrava l’emergenza bracconaggio agli uccelli». A dichiararlo in una nota sono le senatrici del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger e Aurora Floridia, parlando del ddl caccia, il cui iter è cominciato in Senato con le audizioni degli esperti. 

«Tra i punti più allarmanti – proseguono – vi è la norma che consente l’uso illimitato di uccelli vivi come richiami per la caccia. Si tratta di pratiche crudeli, che in alcune aree del Paese comprendono addirittura l’accecamento con aghi roventi di allodole e tordi, così che continuino a cantare senza sosta. Mentre in Sudtirolo ne è vietato l’uso, il ddl nazionale cancella qualsiasi limite al numero detenibile. Una scelta che rende impossibili i controlli e favorisce i traffici illeciti».

«Ogni anno in Italia, secondo il rapporto The Killing di BirdLife International, oltre 5 milioni di uccelli cadono vittime di bracconaggio – spiegano le senatrici -. In Trentino-Alto Adige, tra maggio e giugno, decine di bracconieri arrivano per saccheggiare i nidi degli uccelli canori, catturati e rinchiusi in piccole gabbie per essere utilizzati come richiami vivi. In passato, proprio dal nostro territorio sono partiti traffici illeciti di dimensioni enormi: basti ricordare l’operazione del 2019 del Corpo Forestale del Trentino, che smantellò una rete di 18 persone con un giro di 20.000 uccelli e un valore complessivo di centinaia di migliaia di euro».

«L’Italia è seconda solo all’Egitto per numero di uccelli catturati euccisi nell’area mediterranea. E secondo Legambiente, solo un bracconiere su venti viene individuato. Non è un caso se il nostro Paese sia già stato oggetto di procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea per la mancata applicazione della Direttiva Uccelli, soprattutto per quanto riguarda il contrasto al bracconaggio e al commercio illegale di uccelli selvatici. Inoltre, questo provvedimento non introduce alcuna misura per favorire l’uso di munizioni senza piombo. È bene ricordare che l’Italia non rispetta il Regolamento REACH, che vieta l’uso delle munizioni al piombo nelle zone umide, poiché in Italia continuano a essere concesse numerose deroghe – concludono Unterberger e Floridia -. Serve una netta inversione di rotta. La caccia agli uccelli e i richiami vivi devono essere vietati, non agevolati. Le pene per il bracconaggio devono essere aumentate. Non è folklore o tradizione, è un attentato alla biodiversità e un crimine che va contrastato con decisione».

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