DDL caccia, Floridia (AUT): «Un regalo alle lobby venatorie»
Redazione
«Il disegno di legge sulla caccia presentato in Senato dalla maggioranza di centrodestra rappresenta un vero favore al mondo venatorio, a discapito dell’ambiente e della tutela degli animali». Lo scrive, in una nota, la senatrice del Gruppo per le Autonomie, Aurora Floridia.
«Se dovesse passare, questa proposta allargherebbe le aree in cui è consentita la caccia, arrivando persino a permettere l’attività venatoria in pieno inverno, proprio nel periodo più vulnerabile per molte specie selvatiche. In questo modo viene stravolto il principio, sancito dalla Costituzione, dalle direttive europee e dalla giurisprudenza italiana, secondo cui la salvaguardia della natura deve prevalere – spiega Floridia -. Con questo testo spariscono i limiti al numero di uccelli da richiamo provenienti da allevamento, rendendo di fatto impossibile ogni controllo e aprendo la strada a traffici illeciti e al bracconaggio».
«Viene inoltre eliminato il vincolo per la costruzione di nuovi appostamenti fissi, e si consente una caccia senza regole all’interno delle aziende faunistico-venatorie, con la possibilità di rilasciare licenze anche a cittadini stranieri, incentivando così la cosiddetta “pronta caccia”. È sconcertante che all’articolo 1 si arrivi a definire la caccia come uno strumento di tutela della biodiversità, presentandola come un’attività sportiva capace di generare ricadute culturali, economiche e sociali».
«Nonostante la gravità del fenomeno, nel testo non si trova alcuna misura concreta per combattere il bracconaggio, la caccia di frodo o l’uso di munizioni al piombo, ignorando la procedura di infrazione già avviata dall’Europa contro l’Italia – conclude la senatrice -. Questo disegno di legge, in ogni sua parte, appare orientato unicamente a compiacere le lobby venatorie, in barba alla volontà della stragrande maggioranza degli italiani che chiedono più rispetto per la natura e gli animali. È una proposta legislativa che ci riporterebbe indietro, frutto di una visione vecchia e ormai superata, che deve essere fermata»
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