Consenso informato per educazione sessuo-affettiva, Morgante: (FdI): «Uno strumento di libertà»
Redazione
L’Aula della Camera ha approvato in prima lettura il DDL Valditara con 151 voti a favore e 113 contrari e 1 astenuto. Il provvedimento riguarda l’educazione sessuo-affettiva e il consenso informato a scuola. Per le medie e superiori si richiederà dunque il consenso dei genitori dei minorenni per l’educazione sessuale («fermo restando quanto previsto dalle indicazioni nazionali», le attività in questione sono escluse per la scuola dell’infanzia ed elementare). Lo riporta l’Ansa.
Morgante (FdI): «Una norma di buonsenso»
«L’approvazione di questa legge rappresenta un risultato importante, che restituisce alla famiglia il ruolo che le spetta e tutela i minori anche rispetto all’ideologia gender. Si tratta di una norma di buon senso, che ricalca i principi costituzionali e internazionali sulla priorità educativa dei genitori. La famiglia ha il dovere di vigilare e il diritto di sapere, ha il dovere di educare e il diritto alla libertà educativa», commenta la deputata Maddalena Morgante, di Fratelli d’Italia.
«Questa legge è uno strumento di libertà che responsabilizza tutti gli attori della comunità educante. Il consenso informato è insieme un diritto e un dovere: garanzia di trasparenza, non un ostacolo. È il rafforzamento dell’alleanza scuola-genitori, è uno strumento di tutela, garanzia di trasparenza e partecipazione. Come Dipartimento Famiglia e Valori non Negoziabili di Fratelli d’Italia plaudiamo all’approvazione di questa legge che segna un punto decisivo, frutto di anni di battaglie a tutela dei minori dalle ideologie fatte entrare in modo subdolo negli istituti scolastici, lasciando disarmati e soli i genitori. La libertà educativa è un valore non negoziabile e come tale non si tocca», conclude.
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Di Maggio (FdI): «Niente di rivoluzionario e oscurantista»
«L’unico oscurantismo è quello di chi considera la famiglia un problema da aggirare – ha dichiarato Grazia Di Maggio (FdI) -. La norma che stiamo votando introduce solo un consenso informato chiaro. Non è rivoluzionaria e non è oscurantista, ma introduce solo corresponsabilità educativa. Il progresso non è parlare di sessualità ai bambini di quattro anni, la sinistra ci chiama arretrati, per noi è buon senso. Una delle cose più scorrette è collegare questa legge ai femminicidi, è pura malafede».
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