Con i fondi dell’A22 non si può fare il traforo: la Lega fa il punto sulle infrastrutture
Dall’Autostrada del Brennero arriveranno sul territorio della provincia di Verona fondi per 200 milioni di euro, ma non ha senso pensare di usarli per il traforo delle Torricelle. Questo uno dei punti evidenziati dallo stato maggiore della Lega di Verona, che si è ritrovato a Palazzo Barbieri per fare il punto sulle infrastrutture del territorio. Presenti la vicepresidente del Veneto Elisa De Berti, il segretario locale della Lega ed europarlamentare Paolo Borchia, e i principali rappresentanti del partito sul territorio.
C’è infatti da ragionare sui 200 milioni attesi con il rinnovo della concessione dell’Autostrada del Brennero, il cui iter è partito ufficialmente con la pubblicazione del bando negli scorsi giorni.
Anche per questo la Regione Veneto ha commissionato uno studio – alla luce degli attuali flussi di traffico – per capire quali possano essere le opere prioritarie.
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Difficile però pensare che i fondi dell’A22 possano servire per il “traforino” delle Torricelle di cui si è parlato ultimamente, in quanto sono vincolati a infrastrutture che abbiano origine entro 6 kilometri dall’asse autostradale, hanno fatto notare la vicepresidente del Veneto Elisa De Berti, il consigliere di Autostrada del Brennero Alessandro Montagnoli e il presidente della Provincia di Verona Flavio Pasini.
Se si dovesse ragionare su un traforo dalle prospettive più ampie – come alcuni dei progetti valutati negli scorsi anni –, con un collegamento magari fino a Verona Nord, per quei 200 milioni di euro si dovrebbe forse passare da un co-finanziamento, ma questo rischia di non portare a esiti veloci e soddisfacenti, fa notare la vicepresidente del Veneto De Berti.
La Lega crede nella necessità del traforo delle Torricelle e in altre opere per il territorio, ma bisogna partire da dati oggettivi: per questo la Regione attende per l’inizio dell’estate i risultati dello studio che ha commissionato.
Riguardo al traforo, i rappresentanti della Lega hanno criticato l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Tommasi per aver spostato fondi destinati al progetto verso altre opere. L’accusa, già formulata in passato, è di aver agito senza un confronto aperto con tutti gli attori del territorio. Il senatore Paolo Tosato ha criticato la decisione del sindaco di Verona: «Dirottare i 53 milioni sulla strada di Gronda è stata una scelta irresponsabile», mentre per Nicolò Zavarise, capogruppo in Comune, «Verona è la prima città in Veneto per difficoltà viabilistiche ed è essenziale affrontare le problematiche legate al traffico».
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La vicepresidente De Berti ha ribadito che l’approccio dello studio commissionato sarà scientifico e non ideologico. Si punta al potenziamento delle linee ferroviarie e un’analisi delle esigenze infrastrutturali per identificare interventi prioritari sia in città che in provincia, senza una rigida suddivisione delle risorse (ad esempio “50% alla città e 50% alla provincia”), ma con l’obiettivo di risolvere il problema del traffico a livello complessivo. Lo studio sarà condiviso con il Comune e la Provincia per decidere come utilizzare al meglio questi e altri fondi.
Riprendendo alcune dichiarazioni di altre parti politiche degli scorsi giorni (come quelle di Flavio Tosi), il presidente della Provincia Pasini ha tenuto a puntualizzare: «Non c’è nessuna divisione fra città e provincia».
Tra l’altro, oltre ai 200 milioni di euro derivanti dalla finanza di progetto, ci sono altri fondi dell’Autostrada del Brennero fermi da quasi 20 anni. Si tratta di circa 35 milioni di euro dedicati all’area del casello di Nogarole Rocca. Erano destinati al vecchio progetto della strada “Mediana”, da Nogarole Rocca a Isola della Scala e poi San Bonifacio, ma ormai «non sono sufficienti neanche a fare due rotonde» ha detto con amara ironia Pasini.
Per questo a breve partirà una revisione sulla destinazione, interna alla società Autostrada del Brennero, e nella zona verranno convocati tavoli di lavoro con i comuni interessati per discutere l’utilizzo dei 35 milioni. L’idea è di utilizzarli comunque per migliorare la viabilità del territorio, dal casello di Nogarole Rocca verso Trevenzuolo e Isola della Scala.
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Tornando alla nuova concessione dell’A22, il segretario Borchia ha sottolineato l’importanza dello sblocco del bando, fermo da oltre un decennio: «Un ringraziamento al ministro Matteo Salvini per il grande lavoro che ha portato finalmente al rinnovo della concessione dell’A22, avvenuto su sollecitazione del MIT. Passo importantissimo per il nostro territorio, con impatti significativi sulla viabilità di Verona e provincia».
Alessandro Montagnoli, membro del CdA dell’A22, ha evidenziato: «Un bando cinquantennale per investimenti strategici per il territorio, con la terza corsia fino a Modena e la terza corsia dinamica in direzione Brennero. Occasione storica da cogliere attraverso il lavoro di squadra degli enti locali, chiamati a trovare la sintesi più fattibile».
Presenti oggi al tavolo della Lega, insieme a Borchia e De Berti, l’ex assessore di Verona Filippo Rando, il consigliere comunale Nicolò Zavarise, il Presidente della Provincia Flavio Pasini, il senatore Paolo Tosato, il consigliere di Autostrada del Brennero Spa Alessandro Montagnoli.
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