Comitato Bacanal del Gnoco: «Facciamo un passo di lato»
Redazione
Il presidente del Comitato Bacanal del Gnoco Valerio Corradi e la presidente dell’Associazione Carnevale storico di Verona Elena Adami hanno tenuto una conferenza stampa oggi pomeriggio, 10 dicembre, per dare il proprio punto di vista dopo la riunione che si è tenuta martedì sera in Comune a Verona, convocata per affrontare lo scontro in corso sull’organizzazione del Venardi Gnocolar.
«Per il bene del Carnevale e della tradizione facciamo un passo di lato, più che un passo indietro», ha spiegato Corradi, annunciando la decisione del Bacanal del Gnoco di farsi da parte sul piano organizzativo, ma non dalla storia e dall’identità della manifestazione. Una scelta definita «dolorosa», maturata ascoltando il direttivo e il Papà del Gnoco, con l’obiettivo dichiarato di salvaguardare una tradizione che dura da quasi cinque secoli, ha spiegato Corradi.
Il passo “di lato” sarebbe in favore dell’Associazione Carnevale storico di Verona, di cui Corradi era presidente fino a poco tempo fa e di cui il Comitato Bacanal fa parte insieme a una ventina di altri comitati carnevaleschi. I toni di Corradi però non sembrano essere del tutto concilianti: «Se il Papà del Gnoco sarà in testa alla sfilata, i 22 comitati storici ci saranno. Se non ci sarà, non ci saremo nemmeno noi».
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Chi organizzerà la sfilata?
Il Comune di Verona però sta lavorando a una proposta organizzativa del comitato della Festa de la Renga di Parona, che insieme ad altri gruppi minori si è proposto di prendere in mano l’organizzazione della sfilata del Venardi Gnocolar, presentando un piano di sicurezza al vaglio di Palazzo Barbieri.
Il nodo centrale resta infatti il ruolo del Bacanal nell’organizzazione del Venerdì Gnocolar. Il braccio di ferro si basa su diversi elementi: la maschera del Papà del Gnoco, simbolo del carnevale di Verona, è gestita dal Comitato Bacanal del Gnoco, che ha rapporti ormai consolidati anche con molti comitati carnevaleschi di Verona e provincia. Senza le autorizzazioni e la macchina della sicurezza coordinata dal Comune di Verona, però, si può fare ben poco.
I rapporti si sono logorati negli scorsi mesi (mai stati idilliaci, per la verità). Il Comune di Verona, con l’assessora alla Cultura Marta Ugolini, ha preso posizione più volte, spiegando la mancanza di fiducia reciproca con il Comitato, di cui è presidente Valerio Corradi, dovuta a presunte irregolarità nella rendicontazione delle spese del carnevale negli scorsi anni. Il Ministero invece aveva revocato i finanziamenti perché due membri del Comitato non sono risultati incensurati, e ciò non era stato segnalato.
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Il Comitato Bacanal del Gnoco rivendica il proprio ruolo
Corradi ha respinto con forza l’idea, emersa in Municipio, che «non sia importante chi organizza l’evento, ma solo che l’evento si faccia».
«È una cosa gravissima – ha affermato – perché tutta la tradizione del Carnevale si basa sui suoi organizzatori». Il presidente ha ricordato come ogni giornata storica del Carnevale sia da sempre affidata a un comitato preciso: dal Venerdì Gnocolar, storicamente organizzato dal Bacanal del Gnoco, fino al Martedì Grasso, passando per Duca de la Pignata, Filippini, Carega e Porto San Pancrazio.
Nel mirino anche alcune affermazioni dell’amministrazione comunale e dell’assessora Ugolini, che avrebbero messo in discussione questo ruolo storico. «Dire che il Bacanal non organizzava il Venerdì Gnocolar non è corretto», ha ribadito Corradi, ricordando come già lo statuto del vecchio comitato centrale riconoscesse l’autonomia organizzativa di ogni singolo comitato. «È così che siamo arrivati a 490 anni di storia, a una realtà unica in Italia».
Il presidente ha poi lanciato un messaggio al mondo del Carnevale: «Se il Papà del Gnoco sarà in testa alla sfilata, i 22 comitati storici ci saranno. Se non ci sarà, non ci saremo nemmeno noi». Un avvertimento che rende chiara la posta in gioco: non solo l’organizzazione di un evento, ma l’identità stessa del Carnevale veronese.
Sul fronte dei marchi e delle registrazioni, Corradi ha ricordato che il nome e il vestito del Papà del Gnoco furono registrati già nel 2016 dall’allora maschera Paolo Fabrello e dal Comitato Bacanal, rivendicando la personalità giuridica dell’associazione.
L’Associazione Carnevale Storico di Verona
A spiegare il ruolo dell’Associazione Carnevale Storico è intervenuta anche Elena Adami, chiarendo che l’associazione è nata proprio per rispondere alla richiesta del Comune di individuare un soggetto diverso dal Bacanal per l’organizzazione del Venerdì Gnocolar e per l’accesso ai contributi pubblici. «La convenzione era pronta – ha detto – ed è arrivata in seduta plenaria il 27 ottobre. Pochi giorni dopo, come comitato di Montorio, siamo stati convocati e ci è stato chiesto di sostituirci al Bacanal. Abbiamo rifiutato, ma abbiamo indicato subito l’Associazione come possibile alternativa».
Tensioni storiche
Una vicenda che, di fatto, ricalca tensioni e fratture già emerse in passato nel mondo del Carnevale. «Gran parte è una storia che si ripete», ha ammesso Corradi, ricordando anche i sei comitati che nel 2016 furono protagonisti di una causa contro il Bacanal.
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Il punto dell’assessora Ugolini
Le dichiarazioni di questa mattina, 10 dicembre, dell’assessora Marta Ugolini sulla questione carnevale.
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