Collettore del Garda: continua la caccia ai fondi fra Regione e Stato

Tra bocciature e approvazioni parziali, il futuro del collettore dipende dall'impegno della politica e dai finanziamenti promessi. Il punto sugli ultimi tentativi in Veneto e a Roma.

La questione del nuovo collettore del Garda continua a generare tensioni politiche e a evidenziare criticità nell’assegnazione dei fondi. Il progetto, come da ripetuti appelli del presidente di Azienda Gardesana Servizi (Ags) Angelo Cresco, risulta essere strategico per la salvaguardia ambientale del lago e la promozione del turismo.

In Regione Veneto, il consigliere Alberto Bozza (Forza Italia) ha denunciato la bocciatura del suo Ordine del Giorno al bilancio regionale 2025-2027, che mirava a ottenere fondi per l’Azienda Gardesana Servizi. Bozza ha accusato la Giunta Zaia di scarsa sensibilità verso il territorio veronese.

«Che sia inspiegabile la bocciatura del mio Odg lo dimostra anche l’imbarazzo dei colleghi veronesi di Lega e Lista Zaia, che diversamente dalle consegne di partito e in particolare della vicepresidente regionale De Berti, hanno scelto di non votare contro. Li ringrazio per il gesto, erano consapevoli dell’importanza della mia proposta» ha dichiarato Bozza.

Nonostante la bocciatura, il consigliere si dice determinato a ripresentare la proposta come mozione, sottolineando l’impegno dei rappresentanti di Forza Italia e Lega a livello nazionale per il progetto.

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Sul fronte parlamentare, la deputata Paola Boscaini (Forza Italia) ha ottenuto l’approvazione di un Ordine del Giorno al bilancio statale che impegna il governo a stanziare 12 milioni di euro per i lotti urgenti del collettore. Secondo la deputata, queste risorse, insieme ai 42 milioni già pre-allocati dal Ministero dell’Ambiente nel Piano di Sviluppo e Coesione 2021-2027, rappresentano un primo passo verso la realizzazione dell’opera, ma servono ulteriori 94 milioni per completare la parte veronese. Boscaini ha inoltre evidenziato: «Il nuovo collettore è un’opera strategica e urgente per contrastare l’inquinamento ambientale, ridurre le tariffe del servizio idrico integrato ai residenti del lago e salvaguardare il turismo».

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Dal lato dell’opposizione, la consigliera regionale Anna Maria Bigon (PD) ha criticato la Giunta Zaia per l’ennesima bocciatura di un emendamento, a sua firma, a favore del collettore. La consigliera ha evidenziato come la Regione abbia destinato fondi considerevoli ad altre infrastrutture, come la Pedemontana, trascurando un’opera fondamentale per il Garda. Bigon ha definito «inaccettabile» l’immobilismo della Giunta, sottolineando le gravi criticità idrauliche dell’attuale infrastruttura e l’urgenza di un intervento per evitare danni economici e ambientali.

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