Collettore del Garda, Boscaini (FI) alla Camera rivendica l’impegno per i nuovi fondi

di Alessandro Bonfante

| 10/07/2025
L’Aula approva l’emendamento che destinerà 50 milioni tra 2025 e 2026 per la sponda veronese, risorse che si sommano ai finanziamenti del PNRR e a un ulteriore canale da 22 milioni del Ministero dell’Ambiente.

Nell’ambito della discussione sul decreto Infrastrutture, la deputata veronese di Forza Italia Paola Boscaini ha difeso in Aula il lungo percorso parlamentare che ha portato a destinare 50 milioni di euro al nuovo collettore fognario del lago di Garda (20 milioni nel 2025 e 30 nel 2026). «Un’opera fondamentale per l’ambiente e l’economia del territorio», ha evidenziato.

Un obiettivo importante in effetti, su cui in molti hanno voluto evidenziare il proprio impegno. Il segretario provinciale della Lega Paolo Borchia ha pubblicato un post su Instagram rivendicando il «merito del ministro Salvini», per poi pubblicare un video ironico sul tema di «metterci il cappello».

Il senatore di Fratelli d’Italia Matteo Gelmetti, che siede in commissione Bilancio a palazzo Madama, ha invece sottolineato di aver «lavorato in squadra con i colleghi parlamentari e con i 20 sindaci del territorio, il presidente di AGS Cresco, il direttore generale Voi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e soprattutto il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, con cui abbiamo concertato ogni passaggio».

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L’estratto dall’intervista negli studi di Verona Network

La puntata completa di “Un quarto d’ora con… Paola Boscaini” andrà in onda su Radio Adige TV martedì 15 luglio. Durante l’intervista negli studi di Verona Network, la deputata ha parlato anche dell’iter per i fondi del collettore.

«L’Ufficio legislativo ha scoperto che, all’interno del Ministero delle Infrastrutture, erano disponibili 90 milioni di euro residui del periodo 2013-2017, utilizzabili anche per il collettore. Nell’agosto-settembre scorso ho quindi presentato un’interrogazione: l’allora sottosegretario Bignami, oggi capogruppo di Fratelli d’Italia, confermò la presenza di tali risorse» ha spiegato.

«Successivamente, nella legge di bilancio 2025 ho presentato e fatto approvare un ordine del giorno che impegnava il Governo a destinare quei fondi all’opera. Ora, con il decreto Infrastrutture, i finanziamenti vengono finalmente sbloccati».

«Ringrazio il senatore Gelmetti, che ha seguito la vicenda passo dopo passo con il ministro Salvini. Non rivendico la paternità esclusiva dell’operazione, ma da quando ho iniziato a presentare richieste, emendamenti e interrogazioni, il progetto ha cominciato a muoversi; prima non si muoveva nulla. Saranno i cittadini a giudicare» ha concluso l’ex sindaca di Bussolengo.

Boscaini alla Camera

«Un’opera fondamentale per l’ambiente e l’economia del territorio» ha detto Boscaini oggi alla Camera dei deputati, ringraziando il Ministro delle Infrastrutture Salvini e ripercorrendo le tappe parlamentari che hanno smosso il percorso politico per arrivare al contributo statale: dall’interrogazione di Forza Italia, a firma Boscaini e Cortellazzo, del 26 novembre scorso al MIT «grazie alla quale abbiamo scoperto che c’erano a disposizione 97 milioni di euro nel fondo per il finanziamento e lo sviluppo infrastrutturale del Paese istituito con la legge di bilancio 2017 e che quei soldi potevano essere destinati anche per la rete idrica e le opere di collettamento». Poi l’Odg, sempre di Boscaini, collegato all’ultima legge di Bilancio e approvato dal Parlamento prima di Natale: «Ordine del Giorno che ha ispirato l’emendamento decisivo contenuto nel dl Infrastrutture che ci apprestiamo a votare in aula oggi», ha detto la parlamentare azzurra.

Boscaini poi ha rintuzzato le critiche espresse dal centro-sinistra martedì, durante la seduta comune delle Commissioni Trasporti e Ambiente che hanno licenziato l’emendamento: «È stato detto che questi soldi potevano essere utilizzati per il sud, ma erano disponibili dal 2017, quando governava Gentiloni, mi chiedo allora perché non siano stati utilizzati prima da chi adesso protesta…».

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Boscaini ha replicato con forza anche a chi, tra le opposizioni, ha definito i 50 milioni per il Collettore «una marchetta di chi vuol mettere il cappello sull’opera». «Ma come si può definire in questo modo un finanziamento a un’opera determinante per l’economia di un territorio che porta in Italia 20 milioni di turisti l’anno? Il Collettore costa complessivamente più di 140 milioni di euro e finora se lo sono per gran parte finanziato i residenti del lago con le loro tasse e Azienda Gardesana Servizi, cioè l’ente gestore. È offensivo parlare di marchetta! Ricordate cosa è accaduto un anno fa a Torri del Benaco, Comune del lago di Garda, dove un piccolo incidente idrico, poi risolto, ha mandato via tutti i turisti nel giro di due giorni. Pensate alle gravi ricadute che ci sarebbero con casi simili o più gravi. Per questo fa male sentire parlare di marchetta di fronte a un sostegno per l’economia del territorio».

L’emendamento sul collettore, che martedì ha avuto il parere favorevole del Governo e il voto favorevole delle Commissioni Ambiente e Trasporti, entro la serata di oggi sarà approvato dalla Camera dei Deputati e poi andrà al Senato.

Per l’opera idrico-fognaria rimane attivo anche l’altro canale di finanziamento (complementare e non alternativo) di 22 milioni di euro, quello del Ministero dell’Ambiente, per cui si è a sua volta impegnata Boscaini: «Auspico che possano essere sbloccati entro l’estate» dice la parlamentare veronese.

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