Circolo Esercito a Castelvecchio, Dindo: «C’è una criticità legale»

di Alessandro Bonfante

| 09/04/2026
Il presidente della “Civica alleanza per un Grande Castelvecchio” rileva un’autorizzazione mancante per il Circolo. «Si può sanare, ma noi ci opponiamo» specifica Dindo.

Non è solo un tema di spazi, c’è anche una questione legale. Sul futuro del Museo di Castelvecchio a Verona si è riacceso nelle scorse ore il dibattito rilanciato dalla “Civica alleanza per un Grande Castelvecchio”. Nel merito della proposta dello spostamento del Circolo Unificato dell’Esercito, è già arrivata la reazione dell’ex sindaco di Verona Flavio Tosi, che la ritiene sbagliata e impraticabile.

A margine del convegno di ieri, mercoledì 8 aprile, il presidente della Civica alleanza Stefano Dindo ha sottolineato come al Circolo dell’Esercito mancherebbe un’autorizzazione.

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Secondo quanto rilevato dal comitato e segnalato alla Soprintendenza, il Circolo occuperebbe gli spazi del castello senza il preventivo via libera del Ministero della Cultura. Questa autorizzazione è espressamente prevista dal Codice dei beni culturali per l’uso di beni storici da parte di soggetti diversi dai proprietari. «Abbiamo rilevato una circostanza di tipo giuridico significativa, che abbiamo segnalato anche alla Soprintendenza» ha spiegato l’avvocato Stefano Dindo. «Il Circolo dell’Esercito occupa i locali senza aver ottenuto la previa autorizzazione da parte del Ministero della Cultura».

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Museo di Castelvecchio Passerella Carlo Scarpa Cangrande
Museo di Castelvecchio – Passerella Carlo Scarpa e statua Cangrande

Continua il Presidente della Civica alleanza per un Grande Castelvecchio: «Abbiamo segnalato questo alla Soprintendenza, la quale ha chiesto istruzioni al Ministero della Cultura, il quale ha confermato la necessità che venga effettuata tutta la procedura per pervenire eventualmente all’autorizzazione».

Non si tratta, in ogni caso, per come stanno oggi le cose, di un punto su cui impostare uno “sfratto” del Circolo ufficiali. Dindo riconosce che «Si può sanare “ex tunc” (in modo retroattivo, ndr), ma noi ci opponiamo. Quello che sottolineo è che c’è una criticità di tipo legale in questo momento».

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